Ubaldo Chiarotti, referente del Comitato Salviamo l'ospedale della Bassa, ricorda anche l'impegno di progetto messo nero su bianco da Giuliano Barbolini e Giancarlo Muzzarelli (allora assessore regionale e vicepresidente e assessore provinciale), per la realizzazione, a Mirandola, di un unico grande ospedale della bassa modenese, capace di garantire i servizi ad un bacino di circa 85.000 persone residenti nei comuni dell'area nord. Una sorta di policlinico della bassa con reparti distribuiti su sette piani. 'Non si andò oltre al quarto piano e la storia degli anni successivi è una sorta di sottrazione di servizi e posti letto', spiega Chiarotti. 'Con la nascita dell'Ausl provinciale che prese il posto delle singole unità sanitarie locali di area (per Mirandola era la numero 15), si apre un'epoca di falsità di tagli' - rincara l'ex docente mirandolese. 'Un processo che ha avuto una accelerazione subito dopo il terremoto, quando chiusero reparti e servizi vennero trasferiti a Carpi con la promessa di un rientro che, dopo dieci anni, per per molte parti, non è ancora avvenuto. Un intervento che assume ancora iù significato anche alla luce del dibattito sulle nuove prospettive di sviluppo integrato degli ospedali di Carpi e Mirandola
Per non dimenticare: 2012-2022, dieci anni di tagli per l'ospedale di Mirandola ed il progetto naufragato del grande ospedale della Bassa
Ubaldo Chiarotti, referente del Comitato Salviamo l'ospedale della Bassa ricordava due anni fa il progetto lanciato nel 1994 dagli allora assessori alla sanità provinciale e regionale, Muzzarelli e Barbolini. Evidenziando la penalizzazione costante dell'ospedale di Mirandola. Una cornice che assume significato nel dibattito attuale sullo sviluppo integrato dei due ospedali di Carpi e Mirandola
Ubaldo Chiarotti, referente del Comitato Salviamo l'ospedale della Bassa ricordava due anni fa il progetto lanciato nel 1994 dagli allora assessori alla sanità provinciale e regionale, Muzzarelli e Barbolini. Evidenziando la penalizzazione costante dell'ospedale di Mirandola. Una cornice che assume significato nel dibattito attuale sullo sviluppo integrato dei due ospedali di Carpi e Mirandola
Ubaldo Chiarotti, referente del Comitato Salviamo l'ospedale della Bassa, ricorda anche l'impegno di progetto messo nero su bianco da Giuliano Barbolini e Giancarlo Muzzarelli (allora assessore regionale e vicepresidente e assessore provinciale), per la realizzazione, a Mirandola, di un unico grande ospedale della bassa modenese, capace di garantire i servizi ad un bacino di circa 85.000 persone residenti nei comuni dell'area nord. Una sorta di policlinico della bassa con reparti distribuiti su sette piani. 'Non si andò oltre al quarto piano e la storia degli anni successivi è una sorta di sottrazione di servizi e posti letto', spiega Chiarotti. 'Con la nascita dell'Ausl provinciale che prese il posto delle singole unità sanitarie locali di area (per Mirandola era la numero 15), si apre un'epoca di falsità di tagli' - rincara l'ex docente mirandolese. 'Un processo che ha avuto una accelerazione subito dopo il terremoto, quando chiusero reparti e servizi vennero trasferiti a Carpi con la promessa di un rientro che, dopo dieci anni, per per molte parti, non è ancora avvenuto. Un intervento che assume ancora iù significato anche alla luce del dibattito sulle nuove prospettive di sviluppo integrato degli ospedali di Carpi e Mirandola
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