Un premio nazionale dedicato a Lea Garofalo (nella foto) per valorizzare, attraverso le competenze delle scuole italiane, i temi legati alla educazione alla legalità, alla inclusione sociale e culturale. Senza dimenticare le azioni di donne e uomini che, nel silenzio generale, contribuiscono con azioni concrete ad una forma di resistenza attiva.
In questo modo l’Associazione Antimafie e Antiusura Dioghenes APS vuole tenere viva la memoria nei confronti di Lea Garofalo, la donna massacrata e bruciata in un bidone dalla mafia calabrese a Milano il 24 novembre del 2009. Il progetto prevede il coinvolgimento attivo degli studenti delle scuole italiane e l’individuazione di personalità (“Testimoni” del nostro tempo) che si sono distinte tramite la loro professione e il loro impegno, dando un serio contributo alla lotta alle mafie e al contrasto della mentalità mafiosa.
La prima edizione del PREMIO, ideata ed organizzata da Dioghenes APS, con il contributo della testata giornalistica nazionale WordNews.it (in partnership con l’Ufficio Stampa Nazionale Lo Scriptorium e Romanzi Italiani), ha quindi come finalità la diffusione della storia di Lea Garofalo nelle scuole e nei territori italiani. Soprattutto per non dimenticare le tante storie di donne e uomini che hanno avuto la forza e il coraggio di contrastare le mafie.
Il programma dell’intera manifestazione (22-24 novembre 2022) è stato presentato oggi nella sede della Provincia di Crotone alla presenza di Marisa Garofalo (presidente della Giuria), Paolo De Chiara (presidente Dioghenes Aps, Ass. Antimafie e Antiusura – responsabile organizzativo del Premio) Simone Saporito (sindaco di Petilia Policastro) e Sergio Ferrari (presidente della Provincia di Crotone).
La manifestazione si concluderà giovedì mattina con l’assegnazione dei premi presso la Biblioteca Comunale di Petilia Policastro.
Primo premio Lea Garofalo, studenti e testimoni contro le mafie
Dioghenes APS vuole tenere viva la memoria nei confronti di Lea Garofalo, la donna massacrata e bruciata in un bidone dalla mafia calabrese a Milano nel 2009
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