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Profughi Ucraina: 2.740 registrati in provincia, 444 a Modena

Profughi Ucraina: 2.740 registrati in provincia, 444 a Modena

Per il sindaco di Modena l'accoglienza è sotto pressione. A Sassuolo e Vignola l'Ausl inaugura due ambulatori dedicati solo a loro.


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Il sindaco di Modena parla di accoglienza sotto pressione anche se sono ancora in percentuale minima sul comunque importante totale di 2740 profughi ucraini registrati in provincia per l'accesso al sistema sanitaria nazionale, coloro che hanno avuto accesso ai due percorsi di accoglienza comunale e statale. Sui 444 soggetti registrati presso il centro stranieri di Modena, sono 80 quelle accolte nel circuito Cas (Centri di accoglienza straordinaria) strutturato dalla Prefettura e 65 quelli attualmente ospiti di strutture del Comune 

'Il mix tra accoglienze in famiglia, sistema Cas e Sai, alberghi e altre strutture, terzo settore ed enti religiosi è sotto pressione e il fattore tempo è decisivo. La Protezione Civile regionale è pronta a dare una mano, ma quella modalità di collocamento temporaneo deve poi connettersi con il sistema Cas e quindi servono posti: strutture e appartamenti in mano ai soggetti gestori' - ha affermato il sindaco di Modena, aggiornando il Consiglio comunale sull'emergenza ucraina. 'Servono più posti nei Cas, ma anche aiuti alimentari e risorse per i Comuni', insiste il sindaco.
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Sono 2.740 (secondo i numeri aggiornati l'altro ieri) gli ucraini in fuga dalla guerra che hanno avuto accesso alla sanità pubblica nella provincia di Modena, e sono 444 (di cui 204 minorenni) quelli registrati al centro Stranieri del Comune, che per l'accoglienza nei Cas ha segnalato alla Prefettura 212 persone di cui solo 80 accolte (mentre le accoglienze effettuate dal Comune da inizio emergenza sono 135, di cui 65 attualmente in corso).

Due nuovi ambulatori dedicati ai profughi ucraini a Sassuolo e Vignola

Sono entrati in funzione in questi giorni nei distretti sanitari di Sassuolo e Vignola, nel modenese, due ambulatori medici dedicati ai profughi ucraini. L'iniziativa, nell'ambito della convenzione aziendale con l'associazione 'Porta Aperta' di Modena, prevede dopo ottenimento del codice Stp (Straniero temporaneamente presente) l'erogazione di un servizio di assistenza medica di base, prestazioni di primo intervento sanitario incluse. L'attività fornirà ai profughi anche informazioni generali sulla rete di servizi sanitari garantiti dall'Ausl, per metterli a conoscenza di tutte le opportunità di cura, e garantirà la diagnosi ed il trattamento di eventuali malattie infettive in collaborazione con il dipartimento di Sanità Pubblica. 'L'apertura temporanea degli ambulatori- segnalano dall'Ausl modenese- va nella direzione di garantire presidi di prossimità a tutti i profughi presenti sul territorio, nell'attesa che agli stessi, appena ottenuto il permesso di soggiorno, venga assegnato un medico di medicina generale'.
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