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Progetto Diga di Vetto, crepe nella maggioranza in Regione: AVS e Civici contrari

Progetto Diga di Vetto, crepe nella maggioranza in Regione:  AVS e Civici contrari

L'intervento sulla grande infrastruttura idraulica prevista sulla Val D'Enza


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'Come Verdi dell’Emilia-Romagna e come consigliere regionale di Alleanza Verdi e Sinistra ribadiamo la nostra contrarietà alla costruzione della diga di Vetto. Non è questa l’opera di cui hanno bisogno i nostri territori, e nemmeno la direzione che dovrebbe intraprendere una Regione che dichiara di voler affrontare seriamente la crisi climatica e la gestione delle risorse idriche. Un’infrastruttura mastodontica e impattante come una diga rischia di stravolgere il territorio della Val d’Enza, con conseguenze ambientali, sociali ed economiche che non possono essere sottovalutate. A nostro avviso, le vere priorità dovrebbero essere altre: manutenzione diffusa del territorio, rinaturalizzazione dei corsi d’acqua, gestione intelligente e sostenibile delle risorse idriche, contrasto alle perdite delle reti, innovazione agricola e sostegno a pratiche che aiutino davvero a convivere con i cambiamenti climatici'. Lo afferma Paolo Burani, consigliere regionale di AVS - Coalizioni Civiche – Possibile Emilia-Romagna e Presidente Della Commissione III - Territorio, Ambiente, Mobilità.

'La Regione, va riconosciuto, sta già mettendo in campo strumenti che riteniamo corretti e che vanno nella giusta direzione: i bandi per la realizzazione di laghetti collinari e invasi aziendali per l’irrigazione, che permettono di trattenere acqua senza cementificare e snaturare intere vallate; e i progetti di efficientamento delle reti idriche portati avanti dai Consorzi di Bonifica, che riducono le dispersioni e migliorano l’utilizzo di una risorsa tanto preziosa quanto scarsa.
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Questi sono esempi concreti di come si possa lavorare con efficacia e responsabilità, senza ricorrere a grandi opere invasive e obsolete. Proprio per questo, alla notizia della presentazione del DocFAP rispondiamo ribadendo con forza che ogni passo che riguarda la diga di Vetto deve essere sottoposto alla massima trasparenza e condivisione con i territori interessati. In attesa di valutare gli atti che costituiscono il DocFAP non appena verranno messi a disposizione, chiediamo che sindaci, consigli comunali, il Contratto di Fiume Enza, le associazioni locali e soprattutto i cittadini siano messi nelle condizioni di conoscere, discutere ed esprimersi - chiude Paolo Burani -. La popolazione ha il diritto di sapere quali saranno i costi, gli impatti ambientali e sociali, le alternative prese in considerazione e i benefici reali che si intendono perseguire. Serve ad ogni modo un percorso partecipativo serio, trasparente e continuo, che informi nel dettaglio le comunità locali. Noi restiamo convinti che la diga di Vetto sia un errore.
Per questo chiediamo con forza che si scelga la strada giusta: invasi più piccoli e diffusi, più manutenzione del territorio e delle nostre reti idriche, più risparmio idrico diffuso, un’agricoltura che consumi meno acqua con più sostanza organica e miglior struttura del terreno, più partecipazione democratica. Solo così potremo davvero costruire un futuro sostenibile per i territori dell’Emilia-Romagna'.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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