'L'associazione Ristoratori di Modena e Provincia ha raggiunto l'obbiettivo di ottenere un tavolo di trattativa con l'amministrazione comunale di Modena che appoggia a pieno la nostra protesta, impegnandosi ad aprire un tavolo di trattativa anche con la regione e non ci sarà alcuna manifestazione'
Messaggio che ha subito generato critiche da diversi ristoratori. 'Non si annulla, noi ci saremo, saremo in duecento' - affermano alcuni. Altri mettono in dubbio l'utilità e soprattutto l'opportunità di un incontro in Comune e ad un livello istituzionale che, anche comprendendo la Regione, non si può opporre alle restrizioni imposte da un DPCM.
Fatto sta che per l'associazione dichiaratamente nata 'per affrontare questo periodo di grave emergenza sanitaria ed economica, in modo da rapportarsi al meglio con le istituzioni' la doccia fredda della chiusura alle 18 costituisce un banco di prova anche rispetto alla propria forza rispetto ad una trattativa anche locale. L'obiettivo di non dividersi al proprio interno è condiviso ma le divergenze tra chi domani non vuole rinunciare a fare sentire la propria voce in piazza e e chi invece ci ha già rinunciato preferendo un incontro preliminare in comune, sono marcate ed evidenti. Non mancano, nel gruppo, coloro che esplicitano la loro amarezza e dicono non essere d'accordo non solo con la decisione di annullare la manifestazione di piazza ma anche con 'la scelta di pochi per tutti'. Per questo dicono: 'Noi in piazza, ci saremo'.
Solo domani, primo giorno di entrata in vigore delle nuove restrizioni, si saprà che forma assumerà la protesta e se questa si estenderà ad altri operatori non direttamente collegati all'associazione ristoratori.


