Con il venire meno dell'obbligo vaccinale covid (collegato per molte categoria anche al ricatto della sospensione dal lavoro), anche nelle categorie considerate più a rischio e maggiormente esposte (e quindi facenti parte della platea ufficiale da poco più di 19 milioni di italiani per i quali la seconda dose booster è indicata), le percentuali di copertura rimangono bassissime. Ormai da diverse settimane rimane fermo a uno su quattro il rapporto delle persone che si sono sottoposte alla quarta dose e coloro che hanno declinato l'invito (non più obbligo), delle autorità sanitarie. In questo panorama che vede le vaccinazioni covid sostanzialmente al palo, si registrano ben pochi movimenti anche sulle terze dosi. Sono poco meno di 7,5 milioni le persone che si sono fermate alla seconda dose senza sottoporsi alla terza (prima dose booster).
Tornando alle quarte dosi, i dati settimanali GIMBE mostrano che al 25 novembre ne erano state somministrate 4.959.123, con una media mobile di 23.666 somministrazioni al giorno, ancora in calo rispetto alle 27.671 della settimana precedente.
Ricordiamo che la platea indicata per la quarta dose è costituita da over 60, fragili e immunocompromessi, personale sanitario e ospiti delle Rsa che non ricadono nelle categorie precedenti. Di fatto, pur in questa categoria di formalmente esposti al rischio, restano ancora scoperte quasi tre persone su quattro: il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi e di fatto fermo a poco più del 25% con nette differenze regionali (dall'11,8% della Calabria al 39,1% del Piemonte).
Quarte dosi ancora in calo: ferma al 25% la copertura tra chi dovrebbe farla
Anche nella platea degli over 60, immunodepressi, personale sanitario, ospiti RSA tre su quattro non l'hanno fatta
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