'Una soddisfazione enorme. A 54 anni, con alle spalle solo attività amatoriali di ciclismo è un grande risultato. Personale e di gruppo. Ci siamo aiutati a vicenda, nei momenti di difficoltà e alla fine ce la abbiamo fatta. Una esperienza straordinaria, umana e fisica'. Alessandro Reggiani, imprenditore modenese con la passione per il ciclismo di strada, racconta una avventura indimenticabile, straordinaria. Quella vissuta insieme ad un gruppo di amici ciclisti di Modena e Carpi, percorrendo tra i 6 e il 7 maggio scorsi in meno di 40 ore fissati dal regolamento i 650 chilometri del tragitto della Rando Imperatore. Una Randonnée ciclistica classica e difficile, anche solo da pensare, se si considera che il percorso è lungo pià del triplo rispetto al minimo per questo tipo di specialità. Da Monaco di Baviera a Ferrara, attraversando 4 Stati diversi. Entro quel limite delle 40 ore, che su un tragitto così lungo ne sembrano 4. La prima fino a Bolzano e la seconda fino a Ferrara. Basta pensare che viene considerata come Randoneé anche solo una tappa. Roba forte. Da Iron Man, sul piano fisico, ma soprattutto mentale. Una impresa, appunto, a tutto tondo.
Condivisa dal gruppo di amici dei tanti tour solitamente svolti nel fine settimana in provincia di Modena.Ma cì differenza dallo stare quattro o cinque ore sulla sella, tipiche di una uscita domenicale alle 40 della Rando, senza interruzione, anzi nulla di paragonabile. Per nessuno del gruppo: 'Oltre a me il gruppo era composto da Corrado Gibertoni, Marco Burani, Riccardo Fraulini, Gianluca Drusiani, Fabio Carnevali, Stefano Corradini, Valerio Trombini, Andrea Martinelli, Alessandro Facciolo'

Da ciclisti amatoriali come ci si prepara ad una impresa del genere? 'Una volta decisi a farla, a gennaio, prima abbiamo programmato un piano di allenamento, aumentando le distanze fino a 100 chilometri e poi oltre, per ogni uscita. Durante le quali abbiano testato anche abbigliamento e attrezzatura, dai guanti agli occhiali al casco. Nulla deve essere lasciato al caso. Anche il cibo istantaneo, da consumare metre si pedala, o durante i check-point, come le barrette che una volta testate manteniamo, per evitare sorprese'.
A proposito come è equipaggiata la bicicletta? 'Abbiamo borse impermeabili nella parte posteriore, anteriore e centrale, fatte su misura, per adattarsi al meglio alle bici e al movimento. Siamo partiti per Monaco in pulmann e da lì siamo partiti all'alba e padalato fino alle 23,30 dell'arrivo a Bolzano, conclusione della prima tappa'.
Difficile il percorso?
Hai mai pensato di mollare? 'Sinceramente no, ho avuto delle difficoltà, ma che ho condiviso con gli altri del gruppo che si è dimostrato tale proprio nella capacità di superare insieme il tutto. Considerando che nessuno di noi era giovanissimo. I 54 anni non sono 25 o 30'
Al termine delle prima tappa avete potuto riposarvi? 'Le ore a disposizione erano poche ma la cosa che mi ha stupito è che dopo una cena e una doccia personalmente sarei stato pronto per ripartire, forse per l'adrenalina.
Si vince qualcosa? 'No, non è una corsa, e il grande premio personale e di gruppo è averla conclusa. Ma a livello sportivo c'è un riconoscimento. La Rando Imperator 2023 è valida per ottenere punti per l’iscrizione alla Parigi-Brest-Parigi 2023, altra classica'.
Pensate di farla? 'Mai dire mai'
Che emozione è stata? 'Grande, anche se subito è stato difficile da metabolizzare il tutto, quando era successo in 40 ore. Anche una volta giunto a Modena forse per l'effetto della adrenalina, non mi sentivo così stanco come avrei immaginato. Una sensazione strana, ma stupenda'.
Gi.Ga.


