Il Pontefice ha aperto ricordando il valore originario del Meeting: 'Già solo il pronunciare queste parole rallegra il cuore: 'Incontro'! 'Incontro di amicizia'! 'Amicizia tra i popoli'!'. Un richiamo che ha risuonato con forza in un contesto internazionale segnato da tensioni e conflitti. Papa Leone ha insistito sul fatto che la pace nasce da chi non teme di incontrarsi: 'La pace è custodita e diffusa da persone che amano incontrarsi e non temono di confrontarsi'.

Il cuore del suo intervento ha toccato la responsabilità dei cristiani nel mondo contemporaneo, richiamando il Concilio Vaticano II: 'Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi… sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo'. Un passaggio che ha trovato nel pubblico un ascolto attento, amplificato dal tono energico del Papa, capace di alternare profondità teologica e slancio umano.
Con forza, Papa Leone ha ribadito che il male non si vince con il male: 'Come in cielo, così in terra l’amore è la legge della vita, il metodo della redenzione'. E ha denunciato il “falso realismo” che alimenta divisioni e conflitti, contrapponendovi 'il realismo della misericordia, per il quale non possono esistere nemici'. Parole che hanno suscitato un nuovo applauso, quasi spontaneo, come se la platea riconoscesse in quel passaggio una bussola per il presente.
Il Papa ha poi rivolto un appello diretto ai giovani, uno dei momenti più vibranti dell’intervento: 'Siete segno che il futuro è una promessa, non una minaccia!'. Ha raccontato di aver percepito la stessa energia in Libano, in Africa, in Spagna, ribadendo che 'l’amore muove, urge, risveglia dal torpore'. L’invito è stato netto: 'Mettetevi in gioco! Uscite incontro a tutti!'. La platea dei volontari, numerosissima, ha risposto con un applauso che ha quasi eguagliato quello dell’ingresso.
Un altro passaggio decisivo ha riguardato la Chiesa e la sua unità: 'Amate sempre la Chiesa!
Infine, Papa Leone ha indicato la sinodalità come stile di vita ecclesiale: 'Sinodalità non è il nome di un processo, ma la natura di un popolo che nell’amicizia e nell’incontro avverte di appartenere a Dio solo'. E ha concluso con un’immagine che ha attraversato tutto il Meeting: 'Continui a guidarci quell’Amore che move il sole e l’altre stelle'.
Il suo intervento, sostenuto da una forma fisica sorprendente e da un tono entusiasta, ha trasformato il Meeting in un crocevia di speranza. Rimini ha risposto con un’ovazione che non è stata solo un saluto, ma il riconoscimento di una guida capace di parlare al cuore del presente con la forza della fede e la vitalità dell’incontro.



