Ciro Menotti, carpigiano di Migliarina la cui tomba si trova a Spezzano, luogo d’origine della moglie, venne ucciso assieme al notaio Vincenzo Borelli, per ordine del duca Francesco IV d’Austria d’Este, il 26 maggio 1831 in seguito alla cosiddetta “Congiura estense” nell’ambito dei Moti che caratterizzarono quel periodo storico.
Alla commemorazione sono intervenuti Gianpietro Cavazza, vice sindaco di Modena, Mauro D’Orazi, presidente del Consiglio dell’Unione Terre d’Argine, in rappresentanza del sindaco di Carpi, Francesco Tosi, sindaco di Fiorano, il tenente colonnello Angelo Sigona, in rappresentanza dell’Accademia militare di Modena e Giorgio Montecchi, presidente del Comitato di Modena dell’Istituto per la storia del Risorgimento.
Me se la morte e il patibolo di Ciro Menotti vengono onorati così non è per i simboli della sua vita e della memoria sua e del risorgimento. A Modena il museo del Risorgimento è chiuso da decenni, abbandonato e chiuso senza accenno ad una possibile riapertura, mentre a Spezzano, frazione di Fiorano Modenese, la villa di Ciro Menotti versa in un desolante stato di abbandono. A seguito delle varie aste andate regolarmente deserte nonostante l'ultima, di alcuni mesi fa, avesse portato la dimora, ormai a rischio crollo, ad un prezzo ragionevole.
Già alla fine del 2018, Adriano Rigoli e Marco Capaccioli presidente e vicepresidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria, avevano lanciato un appello per salvare l’edificio. A questo aveva fatto seguito un incontro con il sindaco di Fiorano Modenese Francesco Tosi in cui si era convenuto che la strada migliore sarebbe stata un interesse da parte di imprenditori del territorio ad un'opera di mecenatismo. Con l’obbiettivo di assicurare alle generazioni future il ricordo di un personaggio storico importante.


