Protagonista, già da molto tempo, di un lungo percorso di recupero curato dalla Fondazione Carisbo che l'ha restituita al suo splendore, oggi l’ex residenza del Conte Mattei è uno dei luoghi più visitati della regione. La Rocchetta lascia senza fiato: le sue cupole moresche, i cortili che richiamano l’Alhambra di Granada e l’intreccio ipnotico di scale e stili architettonici oggi risplendono di una luce ancora più vivida grazie al completamento di questa imponente ristrutturazione. Eppure, varcata la soglia d'uscita al termine della visita guidata istituzionale, a molti resta addosso una strana sensazione di incompiutezza. Una percezione di vuoto, come se l'enorme investimento pubblico fosse servito a mostrare una meravigliosa scatola vuota, priva del suo motore pulsante. L'anima e il genio del conte Cesare, insieme allo slancio spirituale ed esoterico che contraddistinse la sua vita e i suoi studi, e la sua ricerca. I suoi strumenti e i documenti che riconducono all'immagine di un antico alchimista, con esperimenti sull'elettromagnetismo, non sono nella Rocchetta ma spostati, custoditi in un museo, a circa un chilometro di distanza da lì, ma di cui non si parla. Ed è invece solo attraverso quelli che si può entrare nella dimensione di Cesare Mattei, quella dimensione che diede senso e vita alla realizzazione e soprattutto alla disposizione degli spazi e delle strutture della Rocchetta.
Il punto è che la narrazione ufficiale tende a sminuire, se non a ignorare del tutto, gli aspetti esoterici, religiosi e profondamente spirituali che hanno guidato la mente di Cesare Mattei. Per l'amministrazione e le guide formali, il castello è un gioiello architettonico da promuovere su binari accademici e turistici standard. L’elettromeopatia, la medicina alternativa fondata dal Conte che curava zar e scrittori in tutta Europa, viene spesso liquidata come una bizzarria eccentrica dell'Ottocento. Ma per Cesare Mattei, la Rocchetta non era un semplice capriccio estetico o un'attrazione turistica: era la materializzazione fisica, spaziale e simbolica delle sue teorie energetiche e terapeutiche.
Per fortuna, quasi invisibile ai flussi del turismo di
Incontrando i volontari di questa associazione, si percepisce immediatamente un contrasto netto con la rigidità e il copione delle visite istituzionali. Ad attendere il visitatore ci sono persone veramente competenti, appassionate della storia della Rocchetta e della vita del Conte Mattei, mosse da una passione viscerale e da anni di studi filologici accurati. Non ripetono una lezione standardizzata, ma aprono le porte a una comprensione profonda della vita del Conte.
Nelle stanze del Museo, tra fluidi originali, antichi rimedi, documenti d'epoca e strumenti di laboratorio, ogni elemento della vita e degli esperimenti di Mattei ritrova il suo giusto spazio. Si scopre così che ogni stanza della Rocchetta, ogni scelta geometrica e ogni simbolo religioso o esoterico rispondevano a precise logiche vibrazionali e terapeutiche che la narrazione ufficiale continua a tacere.
L'invito per chiunque voglia davvero comprendere la Rocchetta Mattei è uno solo: visitate il Museo di Riola prima di salire al castello.
Gi.Ga.



