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Rocchetta Mattei, ristrutturazione completa, ma la sua vera anima rimane fuori

Rocchetta Mattei, ristrutturazione completa, ma la sua vera anima rimane fuori
Rocchetta Mattei, ristrutturazione completa, ma la sua vera anima rimane fuori

Relegata, insieme agli strumenti del conte Cesare, nel vicino museo archivio di Riola, escluso, anche nelle citazioni, dalle visite ufficiali


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Simbolo riconosciuto del territorio e vedetta naturale sulle vallate circostanti, la Rocchetta Mattei, nel comune di Grizzana Morandi, è il luogo in cui si è recentemente celebrata, con la conclusione dei lavori di luglio 2026, la fine del progetto finanziato con 20 milioni di euro dal Pnrr 'Da Campolo l'Arte fa Scola'. Si tratta del più importante intervento di rigenerazione territoriale realizzato negli ultimi anni nell'Appennino emiliano-romagnolo e che comprende altri edifici storici del bolognese.
Protagonista, già da molto tempo, di un lungo percorso di recupero curato dalla Fondazione Carisbo che l'ha restituita al suo splendore, oggi l’ex residenza del Conte Mattei è uno dei luoghi più visitati della regione. La Rocchetta lascia senza fiato: le sue cupole moresche, i cortili che richiamano l’Alhambra di Granada e l’intreccio ipnotico di scale e stili architettonici oggi risplendono di una luce ancora più vivida grazie al completamento di questa imponente ristrutturazione. Eppure, varcata la soglia d'uscita al termine della visita guidata istituzionale, a molti resta addosso una strana sensazione di incompiutezza. Una percezione di vuoto, come se l'enorme investimento pubblico fosse servito a mostrare una meravigliosa scatola vuota, priva del suo motore pulsante.
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L'anima e il genio del conte Cesare, insieme allo slancio spirituale ed esoterico che contraddistinse la sua vita e i suoi studi, e la sua ricerca. I suoi strumenti e i documenti che riconducono all'immagine di un antico alchimista, con esperimenti sull'elettromagnetismo, non sono nella Rocchetta ma spostati, custoditi in un museo, a circa un chilometro di distanza da lì, ma di cui non si parla. Ed è invece solo attraverso quelli che si può entrare nella dimensione di Cesare Mattei, quella dimensione che diede senso e vita alla realizzazione e soprattutto alla disposizione degli spazi e delle strutture della Rocchetta.
Il punto è che la narrazione ufficiale tende a sminuire, se non a ignorare del tutto, gli aspetti esoterici, religiosi e profondamente spirituali che hanno guidato la mente di Cesare Mattei. Per l'amministrazione e le guide formali, il castello è un gioiello architettonico da promuovere su binari accademici e turistici standard. L’elettromeopatia, la medicina alternativa fondata dal Conte che curava zar e scrittori in tutta Europa, viene spesso liquidata come una bizzarria eccentrica dell'Ottocento. Ma per Cesare Mattei, la Rocchetta non era un semplice capriccio estetico o un'attrazione turistica: era la materializzazione fisica, spaziale e simbolica delle sue teorie energetiche e terapeutiche.
Per fortuna, quasi invisibile ai flussi del turismo di
massa e totalmente ignorato dalla grande promozione istituzionale, in cui l'anima della Rocchetta è custodita intatta insieme ai documenti e agli strumenti, oltre ad alcuni arredi e materiale fotografico nelll'Archivio Museo Cesare Mattei, situato a Riola di Grizzana Morandi, proprio ai piedi della salita che conduce al castello.
Incontrando i volontari di questa associazione, si percepisce immediatamente un contrasto netto con la rigidità e il copione delle visite istituzionali. Ad attendere il visitatore ci sono persone veramente competenti, appassionate della storia della Rocchetta e della vita del Conte Mattei, mosse da una passione viscerale e da anni di studi filologici accurati. Non ripetono una lezione standardizzata, ma aprono le porte a una comprensione profonda della vita del Conte.
Nelle stanze del Museo, tra fluidi originali, antichi rimedi, documenti d'epoca e strumenti di laboratorio, ogni elemento della vita e degli esperimenti di Mattei ritrova il suo giusto spazio. Si scopre così che ogni stanza della Rocchetta, ogni scelta geometrica e ogni simbolo religioso o esoterico rispondevano a precise logiche vibrazionali e terapeutiche che la narrazione ufficiale continua a tacere.
L'invito per chiunque voglia davvero comprendere la Rocchetta Mattei è uno solo: visitate il Museo di Riola prima di salire al castello.
Solo grazie alla competenza di chi ne custodisce la memoria senza censure culturali, potrete ottenere quel quadro completo, profondo e affascinante che la visita istituzionale purtroppo riduce a una semplice, seppur splendida e da poco rinnovata, sfilata di stanze.

Gi.Ga.
Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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