Una richiesta che non nasce oggi, ma che oggi assume un peso nuovo, perché sostenuta da un lavoro capillare dei gruppi organizzati del territorio Polivalente San Damaso, Circolo Quadrifoglio, Circolo Anspi Collegara, Comitato genitori scuole San Damaso Comitato Orti Sant’Agnese-San Damaso.
Il 27 aprile 2026 una delegazione dei cittadini ha incontrato il Sindaco e gli assessori Giulio Guerzoni e Vittorio Molinari. 'L’amministrazione - spiegano i Comitati - ha espresso piena condivisione della proposta e ha annunciato l’intenzione di avviare la progettazione esecutiva del percorso lungo la Via Vignolese, considerato il tracciato più utile per gli spostamenti quotidiani verso la città, le sue diramazioni e l’Università.'
Restano da affrontare alcune criticità tecniche, come la presenza della strada statale di competenza ANAS, motivo per cui sarà valutata anche un’alternativa sulla strada Scartazza, di proprietà provinciale. Una volta definiti i progetti, il Comune si è impegnato a presentarli pubblicamente alla comunità.
Nel documento che accompagna la raccolta firme, i gruppi organizzati spiegano perché la ciclabile San Damaso–Modena sia diventata una necessità non più rinviabile. La frazione, che conta una comunità numerosa e attiva, vive da anni la difficoltà di collegarsi alla città in modo sicuro e sostenibile. La Vignolese, oggi percorsa quotidianamente da pendolari, studenti e lavoratori diretti verso la zona industriale e in particolare verso Italpizza, è una strada trafficata e potenzialmente pericolosa per chi si muove in bicicletta. Una ciclabile permetterebbe di ridurre i rischi e di offrire un’alternativa reale all’uso dell’auto, soprattutto per i più giovani che frequentano le scuole e per chi si sposta ogni giorno per lavoro.
Il percorso avrebbe inoltre il vantaggio di connettere San Damaso alla rete ciclabile modenese, al tracciato lungo il Tiepido e alla direttrice verso Vignola, creando un sistema continuo di mobilità dolce. Nei mesi estivi, poi, il collegamento faciliterebbe anche gli spostamenti verso l’area naturalistica del Panaro, meta molto frequentata da famiglie e cicloturisti.
Durante la raccolta firme sono emerse anche proposte tecniche, come il possibile riutilizzo del vecchio canale irriguo oggi inutilizzato, che potrebbe offrire un corridoio naturale per il tracciato. I promotori riconoscono che l’intervento comporta costi significativi, ma ritengono che con una progettazione adeguata e una ricerca mirata delle risorse sia possibile affrontarli.
L'auspicio e che dopo anni questa sia la volta buona per l'avanzamento e la realizzazione del progetto.



