
'Su 103 prenotazioni per visite gastroenterologiche tra l’8 e il 14 luglio, l'indice è del 16 per cento. Su 33 prenotazioni per ecografia alla mammella nella stessa settimana di luglio, il valore è del 52 per cento e l’indice di performance cala vertiginosamente nell’ultima settimana di luglio per quasi tutte le prestazioni specialistiche ambulatoriali. In sostanza il monitoraggio dei tempi di attesa in Emilia Romagna conferma come le attese per le visite ambulatoriali siano lunghissime. E' così – ironizza Platis - che Bonaccini intendeva tutelare la salute dei propri cittadini? Ci rendiamo conto - tuona ancora - che l’incide di performance per una fondamentale visita di chirurgia vascolare, nella seconda settimana di luglio era pari al 14 percento? E le visite fisiatriche? Dal 15 al 21 luglio su 368 l'indice era del 16 per cento che si traduce in tempi di attesa lunghissimi. Per alcuni esami, come la Tac Rachide non figurano neppure prenotazioni nelle ultime due settimane di luglio e questo probabilmente poiché non vi sono posti disponibili. Morale? I pazienti Emiliano Romagnoli devono rivolgersi altrove. I piani di recupero delle liste d’attesa in ambito di esami diagnostici, visite specialistiche ed attività chirurgica avviati negli ultimi tre anni danno l'idea di essere falliti o quasi – conclude Platis.
'Gli standard di riferimento regionali per le prestazioni di specialistica ambulatoriale di primo accesso sono stabiliti in 30 giorni per le prime visite e in 60 giorni per gli esami strumentali (eccetto la prima mammografia che è da garantire entro 90 giorni).


