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Scuola: la sinistra in piazza contro le privatizzazioni del Comune

Scuola: la sinistra in piazza contro le privatizzazioni del Comune

Presidio sotto il Municipio per chiedere alla giunta un cambio di rotta: 'L'amministrazione opera con le stesse formalità ed obiettivi della destra'


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Dopo la notizia che altre scuole due scuole d'infanzia sarebbero state esternalizzate dal Comune Potere al Popolo, Rifondazione Comunista e Partito comunista Italiano sono tornati in piazza grande a Modena, sotto il Municipio, per protestare contro il processo di privatizzazione nella gestione avviato dalla giunta comunale di Modena. In risposta anche all'appello inviato dai geniroti dei bambini frequentanti le scuole Cesare Costa e San Pancrazio di Modena.

'Con questa ennesima operazione di esternalizzazione - spiegano i rappresentanti dei tre partiti che hanno indetto la manifestazione - questa amministrazione che si vanta di differire dai progetti liberisti enunciati e difesi dalla destra di questo paese, conferma di operare con le medesime formalità ed obiettivi. Ovvero, quelli della rinuncia di avere un ruolo guida nella tutela culturale e formativa dei suoi cittadini. A cominciare dallo smantellamento progressivo del sistema educativo di servizi 0/6 attualmente a gestione diretta comunale, affidata ad una fondazione che, sebbene sia interamente pubblica, si muove come un soggetto privato a tutti gli effetti.

La Giunta, con il perseverare di questa condotta, anziché attuare necessarie azioni politiche anche di lungo corso per mantenere la gestione pubblica, sceglie la strada della delega ai privati enunciando così una reale sconfitta progettuale e politica che guarda al futuro di questa città.

Più volte abbiamo offerto, inascoltati, a questa città un percorso alternativo e oggi questo è il risultato.
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Ci teniamo a ribadire alla città e alla classe politica che domina incontrastata nel tempo la nostra provincia e regione, che altre sono le scelte serie da compiere. Anche in controtendenza, se necessario, ai vincoli legislativi imposti dal governo. Questo lo insegna la storia della nostra città che forse gli attuali amministratori hanno completamente e forse volutamente scordato.

E’ ora che questa Giunta rimetta in movimento una capacità progettuale che da troppo tempo manca in quell’aula di Consiglio. Non è infatti un caso se i consigli di gestione delle Scuole dell’Infanzia Cesare Costa e San Pancrazio, insieme a Priorità alla Scuola, scendono in piazza per chiedere un rapido e deciso cambio di rotta all’amministrazione comunale. Chiedono che gli sia riconosciuto il diritto come genitori e cittadini, di essere coinvolti; di poter far parte “...di un percorso che mette al centro ciò che vogliamo per i nostri bambini, per tutti i bambini e dunque per la città che verrà”.

Un futuro progettuale a cui noi, come organizzazioni politiche e partitiche, non vogliamo sottrarci anche se per quella manifestazione gli organizzatori hanno richiesto di non apparire con bandiere e simboli di partito.
Una libertà di scelta che rispettiamo ma non possiamo condividere perché lo riteniamo un grave attacco alla rappresentanza democratica sancita dalla nostra Costituzione, che attribuisce ai partiti, insieme all’associazionismo, una modalità alta di partecipazione attiva da parte della cittadinanza alla vita politica e progettuale del paese.

Segnaliamo anche, con preoccupazione, che spesso questa scelta maschera uno schieramento sotterraneo con altri soggetti partitici che - concludono Rifondazione Comunista Modena,
Potere al Popolo Modena, Partito Comunista Italiano - Federazione di Modena - sempre più in questa città hanno il compito di controllare, incanalare e affievolire il dissenso in funzione di una perpetua continuità che da anni ingessa anche lo sviluppo serio di questa città'
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