Da tempo, in zona Tempio–Stazione, il portico affacciato sul viale è diventato per passanti, e tanto più per i residenti un luogo sempre più difficile da attraversare anche solo per uscire o far rientro a casa. Così come lo stesso portone di accesso al palazzo, la cui soglia in marmo era costantemente occupata da spacciatori in attesa dell'ordine, tossicodipendenti a fumare crack o addirittura bucarsi, o semplicemente per smaltire la sbornia o per mangiare. Un problema di decoro sfociato in un problema di insicurezza quotidiana e di degrado: rientrare a casa significa spesso farsi largo tra bivacchi di gruppi che occupano stabilmente l’ingresso, affrontare insulti, minacce, e scene di consumo di sostanze a pochi centimetri dal portone. La soglia in marmo, pensata come semplice elemento architettonico, ma ampia, tipica di un complesso residenziale comunque di prestigio, era ormai diventato una seduta fissa per spacciatori e persone senza fissa dimora, trasformando l’accesso al condominio in un punto di bivacco permanente.
Le testimonianze dei residenti restituiscono un quadro di esasperazione profonda. C’è chi racconta di aver visto persone “bucarsi comodamente sedute” proprio davanti alla porta di casa, chi ricorda la Coca-Cola lanciata contro la campanelliera, rovinata e resa inutilizzabile, e chi sottolinea il continuo ricorso a pulizie straordinarie per rimuovere rifiuti e residui potenzialmente infetti, se non le siringhe. Una situazione che, spiegano, ha superato da tempo la soglia della tollerabilità, rendendo necessario un intervento diretto ed estremo dopo anni di richieste rimaste senza risposta.
Nei giorni scorsi i condomini hanno quindi deciso di fare rimuovere il gradino/soglia, a spese proprie, nel tentativo ultimo di impedire che continui ad essere utilizzato come seduta e di scoraggiare almeno in parte la presenza costante sotto il portico. Un gesto eclatante, maturato in un contesto in cui – denunciano – i controlli delle forze dell’ordine risultano sporadici e inefficaci, quantomeno per questo genere di illegalità di strada. Ogni intervento, spiegano, produce effetti solo temporanei: poche ore dopo gli allontanamenti, la situazione torna identica a prima, alimentando un senso diffuso di impunità tra Chi commette gli illeciti e desolazione tra chi li subisce.
Per i residenti, la rimozione del gradino non rappresenta certo la soluzione al problema che riguarda l'intera via e l'intera zona, ma un tentativo di riprendere possesso almeno del proprio spazio e di lanciare un segnale forte alle istituzioni.
Del resto Il portico di via Crispi rappresenta già di per sé un biglietto da visita per chi arriva in città dalla stazione ferroviaria e lo spaccio e l'uso di sostanze stupefacenti alla luce del giorno e nel buio della notte non gioca certamente a favore. Gi.Ga


