Sono emerse due posizioni difficilmente conciliabili. Subito all’inizio hanno contestato l’uso della parola sperimentale riferita ai vaccini, bollando come nemico della scienza chiunque ne facesse cenno. Avevo inviato il giorno prima alla redazione il documento AIFA del dicembre 2020 che afferma testualmente come la sicurezza e l’efficacia di questi farmaci-vaccini potrà avere o meno validazione definitiva solo nel Dicembre 2023 (foto sotto).

Ho inviato anche copia del modulo di consenso informato che chi si vaccina firma assumendosi tutta la responsabilità della vaccinazione. Ho fatto notare che il modulo invece di informare disinformava: non appare mai il termine sperimentale, si afferma in modo categorico che non risulta nessun decesso per vaccino e si citano effetti collaterali lievi. Viene invece riportato che non si conoscono gli effetti a distanza di questi farmaci ad RNA. Ho sostenuto che ogni persona ha diritto ad una informazione completa e oggettiva prima di sceglire per la propria salute ma mi è stato obiettato che in tempo di pandemia non si può andare tanto per il sottile. Ho anche fatto notare come in Italia il mondo scientifico spinga per vaccinare a tappeto i ragazzi dai 12 ai 16 mentre in Europa accade il contrario. Ho fatto notare come illustrissimi virologi nel mondo imputino alla vaccinazione in corso di pandemia (mai vaccinare in corso di pandemia! Lo trovi scritto in tutti i trattati di medicina) il proliferare delle varianti. Ho fatto notare come i farmaci anti influenzali delle terapie domiciliari nonostante siano conosciuti ed approvati da anni e diano ottimi risultati non abbiano via libera invece avanti a tutto vapore con il farmaco -vaccino rna sperimentale. Mi auguro sia validato il prima possibile un vaccino proteico tradizionale. E per finire ritengo che non tocchi al dottor Pregliasco decidere chi è bravo o cattivo medico.
Daniele Giovanardi - ex primario Pronto soccorso Modena


