Il 22 luglio, ad oltre due mesi dai fatti, è morta Monica Esposito, 55 anni, la vittima più grave, ricoverata prima in terapia intensiva all'Ospedale Maggiore di Bologna e poi trasferita a Baggiovara. La donna, che si trovava sul marciapiede con il marito Angelo, non si è mai ripresa dopo oltre sessanta giorni di ricovero; la famiglia ha autorizzato la donazione degli organi. La sua morte ha aggravato la posizione processuale di El Koudri: l'accusa di strage, già contestata, si arricchisce ora dell'aggravante di omicidio, che espone l'indagato al rischio dell'ergastolo.
Nel video il servizio video a pochi giorni dai fatti
Fin dai primi giorni, l'indagine si è concentrata sul profilo psichiatrico di El Koudri, laureato in economia, disoccupato, seguito tra il 2022 e il 2024 dal Centro di salute mentale di Castelfranco per un grave disturbo schizoide della personalità, poi uscito dai radar sanitari. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi aveva parlato fin da subito di una componente psichiatrica 'storicamente molto evidente', pur sottolineando la gravità del gesto.
A fine maggio la Procura di Modena, ha chiesto una perizia psichiatrica nelle forme dell'incidente probatorio, richiesta accolta con favore anche dalla difesa dell'imputato, affidata all'avvocato Fausto Gianelli. La Gip ha affidato l'incarico a un pool di cinque esperti nominati da tribunale, procura, difesa e parti civili, con l'obiettivo di cristallizzare l'esito prima del dibattimento, viste le possibili evoluzioni del quadro psicopatologico dell'indagato. Gli accertamenti sono entrati nel vivo a metà luglio, con i primi colloqui in carcere, dopo l'esame della documentazione clinica pregressa.



