Oltre alla ben poco opportuna e rispettosa foto scattata e postata immediatamente sulla sua pagina FB dell'ex sindaco di Modena Giancarlo Muzzarelli, sono numerose le visite registrate oggi dalla stanza dell'ospedale di Baggiovara che ospita Don Rodrigo vittima ieri della brutale e potenzialmente mortale aggressione in centro storico a Modena. Tante al punto da rendere faticosa la giornata successiva a quella di ieri in cui è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. Il suo carattere aperto e cortese lo ha portato a scambiare qualche parola con tutti e a prestarsi anche alla foto voluta da Muzzarelli in posa da post social, ma questo lo ha affaticato.
A confermarlo in premessa all'invito a sospendere le visite, Il parroco di San Giovanni Evangelista a Modena, padre Graziano Gavioli, dove opera anche Don Rodrigo. 'Al termine delle visite era visibilmente affaticato' - ha comunicato. 'Chiediamo quindi di sospendere tutte le visite a don Rodrigo fino a nuove indicazioni. Vanno assolutamente evitati rischi di contagio involontario, da tosse, raffreddore, influenze, sia per lui che per gli altri pazienti ricoverati in reparto. Continuiamo ad accompagnarlo con la preghiera'. Messaggio chiaro che si accompagna ad una rassicurazione per i parrocchiani, i fedeli e non solo. 'In questi giorni don Rodrigo sarà costantemente assistito da alcune persone a lui vicine. La durata prevista del suo ricovero - chiude Don Graziano - non dovrebbe essere molto lunga. Ringraziamo l’intero reparto di Chirurgia Vascolare per l’ampia disponibilità, la gentilezza e la professionalità dimostrate. Nel frattempo le indagini per risalire al responsabile dell’aggressione proseguono. Ringraziamo sentitamente tutta la squadra investigativa'.
'Troppe visite stancano Don Rodrigo, meglio evitare'
L'invito di Don Gavioli nella seconda giornata all'ospedale del sacerdote aggredito in centro: 'Inoltre vanno assolutamente evitati rischi di contagio involontario da tosse, raffreddore, influenza, sia per lui che per gli altri pazienti ricoverati in reparto. Continuiamo ad accompagnarlo con la preghiera'
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