Al progetto hanno collaborato alcuni settori del Comune (dall'ufficio Benessere animale alla Polizia di prossimita', fino alle Politiche sociali e sanitarie) oltre che gli esperti del centro fauna selvatica del Pettirosso. 'Gli animali sono sani, ma non sono utilizzabili a fini produttivi o per l'alimentazione. Il primo nucleo di capre, infatti, e' cresciuto libero nell'area della discarica e senza le necessarie tutele sanitarie', ricorda il Comune.
Il percorso per evitare l'abbattimento ha previsto l'applicazione della marca auricolare agli animali, prelievi e analisi per gli accertamenti sanitari, la realizzazione del recinto per garantirne il controllo e, persino, l'assegnazione al Comune di un codice per l'allevamento in modo da poter organizzare il trasferimento nelle strutture attrezzate per ospitare animali da allevamento che non possono entrare in aziende agricole.
Nei giorni scorsi la giunta ha approvato una delibera, su proposta dell'assessora alle Politiche sociali Roberta Pinelli, con la quale si assegna un contributo di 3.000 euro all'associazione 'Vitadacani onlus' per il trasporto degli animali. Alcune delle caprette troveranno casa in Friuli, altre a Lucca, in provincia di Genova, a Vigevano, a Budrio e a Correggio e una verra' collocata a Mirandola.


