Con gli occhi bassi, ci si passa la mano sulla fronte per cercare di spazzare via il pensiero, si asciugano le lacrime, per tentare di rimuovere e allontanare l'unica certezza, per cercare disperatamente di ritornare a un oggi miope e schiacciato sul presente, perchè il futuro fa paura.
Esattamente un anno fa moriva Luciano Landi, allenatore di nuoto, punto di riferimento per tanti sportivi modenesi. Amico. E oggi, come allora, risuonano i suoi moniti e le sue ironie. 'Picchia duro' e 'vai a tempo' ripeteva spesso nella continua ricerca di un Dio che sapeva di avere già trovato. E lo ripete anche oggi mentre, raggiunta con la sua bicicletta la cima dell'ennesima scalata, osserva le valli, i pendii e quella cappa grigia sulla città, respirando a fondo prima di godersi la discesa. Oggi che le sue parole risuonano come allora e quell'andare a tempo ha acquistato un significato nuovo, più profondo. Andare a tempo con la vita che picchia duro e che è intrecciata indissolubilmente con la sua fine. Andare a tempo per restare coi piedi aggrappati alla realtà e per offrire una prospettiva dall'alto alle apparentemente grandi decisioni umane. Sempre così piccole e meschine se viste da qualche metro oltre le proprie teste.
Giuseppe Leonelli



