'Negare a un gruppo di ufficiali dell’Esercito italiano l’accesso a un corso universitario è un gesto ostile, frutto di pregiudizi ideologici e di una visione distorta del ruolo che le nostre Forze Armate svolgono quotidianamente a tutela della Nazione. Parliamo di donne e uomini che garantiscono la sicurezza di tutti'. Lo dice Elena Donazzan, europarlamentare di Fratelli d’Italia e membro della Commissione Sicurezza e Difesa dell’Eurocamera.
'L’Università di Bologna deve spiegare in modo trasparente come sia stato possibile che alcuni docenti rifiutassero in modo tanto grave quanto infondato la loro presenza. Il diritto allo studio, sancito dalla Costituzione, non ammette discriminazioni di alcun tipo – continua Donazzan –. La decisione dell’Ateneo non solo è incomprensibile, ma contribuisce ad alimentare un clima di ipocrisia e pregiudizi. Ipocrisia, perché nei momenti difficili si invoca l’aiuto dell’Esercito, sempre fedele al proprio giuramento. Pregiudizi, perché persiste una parte del mondo politico e accademico che continua a guardare con sospetto all’uniforme, ignorando che dietro di essa ci sono persone che hanno pieno diritto alla formazione e alla crescita culturale'.
'La cultura dovrebbe essere uno spazio libero, neutrale, privo di condizionamenti politica – aggiunge l’europarlamentare di FdI –.
La scelta del Rettore, al quale scriverò per chiedere spiegazioni avendo al Parlamento europeo competenza anche sulla Ricerca da vicepresidente della commissione Itre, invia un segnale profondamente sbagliato e diseducativo e contribuisce ad alimentare divisioni e ostilità. Una deriva che preoccupa e che, purtroppo, si riflette anche in manifestazioni che si definiscono pacifiste e che invece alimentano inutili tensioni'.'È più che comprensibile il disappunto espresso dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Carmine Masiello: di fronte a un atto così ingiustificabile, la sua posizione è non solo legittima ma doverosa', conclude Donazzan.


