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Vendite quotidiani di carta, tracollo senza fine: -30% negli ultimi 4 anni

Vendite quotidiani di carta, tracollo senza fine: -30% negli ultimi 4 anni

I quotidiani nazionali hanno registrato una riduzione più contenuta su base annua rispetto a quelli locali (-6,6% vs -8,5%)


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Anche i primi tre mesi 2025 confermano la crisi strutturale dell'editoria quotidiana già evidenziata negli anni precedenti. Lo sottolinea l'Agcom nel suo Osservatorio sulle comunicazioni.
Prendendo in esame le copie complessivamente vendute di tutti i quotidiani nel 2025 sul territorio nazionale, pari a 111 milioni di unità (circa 1,4 copie medie giornaliere nei primi tre mesi del 2025), si osserva una flessione su base annua del 7,4% e del 29,5% rispetto al primo trimestre del 2021.
I quotidiani nazionali hanno registrato una riduzione più contenuta su base annua rispetto a quelli locali (-6,6% vs -8,5%). Anche ampliando il confronto ai primi tre mesi del 2021, le testate nazionali vedono ridotte le vendite del 27,2% a fronte di una più accentuata flessione dei quotidiani locali (-32,4%).
Le copie complessivamente vendute in formato cartaceo pari a 95 milioni (1,2 milioni di copie giornaliere) si sono ridotte su base annua del'8% (risultavano 103 milioni nei primi tre mesi del 2024) e del 31,6% rispetto al primo trimestre del 2021 quando ne venivano vendute complessivamente 138 milioni (con una media giornaliera di circa 1,7 milioni di copie nel corso del medesimo periodo).
Dinamica simile, sebbene più contenuta, si può constatare con riferimento ai quotidiani venduti in formato digitale
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(copia replica della versione cartacea) che registrano una contrazione in termini di copie complessive confrontando il primo trimestre del 2025 con quello dell'anno precedente di 4,4% e del 15,1% considerando un orizzonte temporale di 5 anni (primi tre mesi del 2021).
La distribuzione delle copie digitali fra i singoli quotidiani è maggiormente concentrata rispetto a quella cartacea: nel 2024, le prime cinque testate in termini di copie digitali (Corriere della Sera, Il Gazzettino, Il Sole 24Ore, La Repubblica, La Stampa) rappresentano, infatti, oltre il 61% delle copie complessivamente vendute. Se si considerano, invece, le copie cartacee delle prime cinque testate (in questo caso il Corriere della Sera, La Gazzetta dello Sport, La Repubblica, Avvenire e La Stampa) si raggiunge una quota del 33% sul totale delle vendite dei quotidiani in tale formato.
I principali cinque quotidiani nazionali che presentano contenuti 'generalisti' (in ordine di copie totali vendute: Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa, Avvenire e Il Messaggero) nel primo trimestre del 2025 hanno registrato una flessione nella vendita di copie cartacee pari all'8,1% rispetto ai corrispondenti volumi del medesimo periodo del 2024 (flessione che si amplia al 33,2% con riferimento al primo trimestre del 2021).
Alcune testate con contenuti più specialistici mostrano una maggiore resilienza.
In particolare, i quotidiani sportivi risultano i più stabili nel formato cartaceo, con una flessione moderata (-9,2% in 5 anni); nel digitale, invece, il calo è più marcato rispetto ad altre categorie (-42,6%). Diversamente, i quotidiani economici registrano forti riduzioni nella versione cartacea (-41,6%), mentre in quella digitale mostrano una contrazione meno intensa (-8,1%). Le testate locali continuano ad evidenziare una contrazione delle vendite in entrambi i formati, con un andamento negativo meno intenso nella versione digitale.
L'analisi per gruppi editoriali in termini di copie complessivamente vendute vede, nei primi tre mesi del 2025, Cairo/Rcs quale principale player sul mercato (19,1% considerando il Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport comprensiva delle edizioni del Lunedì), seguito da Gedi con il 12,3% (il dato comprende, al 31 marzo 2024, 4 testate tra cui La Repubblica, La Stampa, La provincia Pavese), da Caltagirone Editore (Il Messaggero, Il Gazzettino, Il Mattino, Nuovo Quotidiano di Puglia e Corriere Adriatico) e Monrif Group (che sotto il marchio QN-Quotidiano Nazionale comprende Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione) rispettivamente con l'9,2% e il 7,5%.
Nelle posizioni successive Avvenire Nuova editoriale Italiana con il 5,1%, seguito dal Gruppo 24 Ore con il 4,8%; da
Nord-est Multimedia che, tenuto conto delle testate di recente acquisizione (Il Mattino di Padova, La Tribuna di Treviso, La Nuova di Venezia e Mestre, Corriere delle Alpi, Messaggero Veneto, Il Piccolo), raggiunge una quota del 4,5%; da Roberto Amodei con il 4,4% delle vendite complessive (se si considera Corriere dello Sport e Tuttosport e le rispettive edizioni del lunedì); da Tosinvest/Angelucci che ottiene il 4% (considerando Il Giornale, Opinioni nuove - Libero quotidiano e Il Tempo) e dal Gruppo Sae con il 3,7% (che tiene conto delle testate Il Tirreno, La nuova Sardegna, Gazzetta di Reggio, La Nuova Ferrara, Nuova Gazzetta di Modena).
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