E se i post sui social hanno un significato politico anche se apparentemente personali, gli ultimi pubblicati dai due contendenti confermano chiaramente che le scelte, in alto, sono già state fatte e comunicate: perché su Facebook da un lato c’è Righi che declama in endecasillabi sciolti i suoi programmi per la città che ama, minuettando dolcemente fra futuro e bellezza; dall’altro Taurasi che consiglia la lettura del Requiem di Karl Alfred Loeser.
Con la candidatura di Righi si riducono quasi a zero le speranze per il centrodestra di poter vincere il comune. Anche perché la compagine a guida meloniana non ha ancora un programma, né un candidato sindaco spendibile, né un’idea di dove trovarlo. In queste ultime settimane sono stati diversi i contatti tentati – e i no ricevuti – con diverse figure storiche della politica, dell’economia e dell’impresa. I nomi che sono usciti finora sono quelli di Roberto Andreoli, storico esponente di Forza Italia e candidato nel 2019 con Carpi Futura; Simone Morelli, reduce dalla vittoria giudiziaria contro il sindaco Alberto Bellelli; Gianguido Tarabini di Blumarine; il notaio Flavia Fiocchi, per la quale c’è però l’incompatibilità fra l’attività professionale e quella di amministratore pubblico. Negli ambienti della curia pare poi sia stata riproposta la candidatura a Luigi Zanti, già nella rosa dei papabili nel 2019, che avrebbe però declinato - visto che la sua carriera personale ha preso ben altre direzioni rispetto a Palazzo Scacchetti. Se di tutto ciò i meloniani non sembrano essere preoccupati, non mancano invece i mugugni degli alleati. In particolare di Forza Italia, capitanata nel territorio da Alberto Ferrari, Massimo Barbi e Cristian Rostovi. Secondo i forzisti, infatti, il partito della Meloni vuole solo prolungare al massimo i tempi della decisione, in modo da imporre all’ultimo la candidatura di Annalisa Arletti, moglie del senatore Michele Barcaiuolo.
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