L’Europa, Ufficio Petizioni, con prot. 0873/2018 il 15 febbraio 2019, comunica di accogliere la petizione riguardante la Pedemontana, tratto di Castelvetro, e la invia al Parlamento Europeo per la discussione e approfondimento (Commissione Ambiente , Salute , Sicurezza Alimentare e Trasporti e Turismo).
A comunicarlo con soddisfazione sono i consiglieri di Castelvetro Filippo Gianaroli e Roberto Monfredini che ricapitolano le tappe della intera vicenda.
'La Provincia di Modena risponde a novembre 2018 alle osservazioni formulate con delle controdeduzioni alle nostre osservazioni formulate a settembre 2018, in particolare in merito alla assenza della VISS, Valutazione Impatto Sicurezza Stradale, nel progetto approvato dalla Provincia in CDS a settembre 2017 - ricordano -. Per la Provincia il D.Lgs 35/2011 si applica alla rete dei cosiddetti Corridoi Transeuropei TEN (vedi art. 1.4.1 del citato D.Lgs) che non riguarda nessun tipo di viabilità di rango provinciale. Per quest’ultima il citato decreto costituisce principio al quale le Province si possono ispirare per dettare proprie direttive da adottarsi entro il 31/12/2020. Sintetizzando per chi legge, lo Stato Italiano ha recepito la normativa 35/2011 nel 2011, la stessa agisce scaglionando nel tempo la sua entrata in vigore in base alla tipologia delle strade, inizialmente le autostrade (TEN) e solo dal 2016
le strade Provinciali e Regionali, per le quali si consiglia in fase di progettazione dal 2016 (ma anche precedentemente) di utilizzare il Dlgs 35/2011, mentre invece risulta lo stesso essere obbligatorio dal 1 gennaio 2021. Dalle righe chiare e sintetiche di risposta della Provincia se ne deduce che la Provincia di Modena non ha ritenuto di doversi ispirare al principio consigliato dalla normativa in merito alla sicurezza stradale, in quanto “consigliato”, neppure con un progetto datato 2002, finanziato dal 2010, fermo fino al 2017 nei cassetti della Provincia, per propria scelta, per ricorsi ai tribunali amministrativi, ai quali la Provincia ha deciso di attendere a scopo cautelare in completa autonoma decisione. L’esclusione di VIA del tratto in questione ha portato poi la Provincia (insieme al Comune) a non ritenere utile una informazione in merito dei cittadini'.La Provincia asserisce a dicembre 2018 la responsabilità comunale nel cambio di orientamento: Per poter procedere alla realizzazione dell’opera, valutate altresì le richieste del Comune di Castelvetro di realizzare un’intersezione a raso tramite rotatoria fra la nuova Pedemontana e via Belvedere, in luogo del sovrappasso precedentemente previsto, anche a seguito delle mutate esigenze di mobilità.
'Ma non solo, manca ancora un tratto di 2 chilometri per completare l’opera fino a via Montanara, e certamente tra progetto, espropri , lavori, si arriverà al 2024 essendo ottimisti, con finanziamenti europei, in questo caso saremo in obbligo di adottare il dlgs 35/2011 in sintesi la VISS, (è scritto nello stesso), e si arriverà al paradosso che si farà una valutazione sulla sicurezza stradale dell’opera solo per 2 km, forse, e nulla per il restante. Quello che appare ad un profano è una netta dicotomia tra il progetto, il tempo (17 anni), le normative nuove apparse in Gazzetta, e le scelte della Provincia, senza comprendere quale sia il vantaggio pubblico di questa ulteriore modifica (rotonda/cavalcavia) che ha paralizzato il progetto per 11 anni aumentandone i costi. Se a quanto scritto associamo anche che per la realizzazione (rotonda) spenderemo un milione in più, arriveremo al paradosso che avremo uno screening ambientale datato 2002, che la Regione afferma non necessitare di modifica a seguito del cambio progettuale, e la mancanza di attuazione delle norme recepite dal nostro Stato ( 35/2011) in quanto non vincolanti se non dal 1 Gennaio 2021 per le strade Provinciali. A questo si associa il fatto che gli ultimi 2 km saranno realizzati a VISS vincolante, rendendo vano qualsiasi discorso progettuale che interessa la sicurezza stradale, principio cardine della UE con il dlgs 35/ 2011.Come sia possibile associare due condizioni simili allo stesso progetto, screening 2002, VISS 2016 non applicata, resta probabilmente la grande incognita di questo fallimento progettuale /realizzativo di quasi 20 anni per 1,5 chilometri - chiudono i due consiglieri -. La risposta di Cecilia Wikstrom, presidente della Commissione per le petizioni in Europa, accettando la stessa ed inviandola al Parlamento Europeo per indagini preliminari, apre uno spiraglio di luce certamente insperato visto che come afferma la Provincia, essendo gli organismi deputati favorevoli al modus operandi di questo procedimento, nulla è da eccepire in quanto unanimi nel giudizio positivo (Regione Provincia Comune), nonostante la stessa Provincia affermi che è la prima volta che si vedono annullare da una sentenza del Consiglio di Stato la pubblica Utilità per un espropriato'.


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