Conte, che già nei giorni scorsi, e nei precedenti, aveva portato all'estremo l'uso delle proprie prerogative istituzionali (giustamente amplificate dall'emergenza straordinaria ed epocale come quella che il nostro Paese sta attraversando), ha trasformato il nuovo messaggio/conferenza di ieri sera, che poteva e doveva essere informativo, chiaro e rassicurante, nel suo contrario. Conte ha trasmesso nervosismo, e ha rappresentato, in maniera plastica, il suo auto-isolamento istituzionale, politico e parlamentare. Ha rappresentato chiaramente la frattura esistente non tanto sul piano politico, ma su quello dei rapporti tra i diversi organismi centrali e periferici dello Stato. Frattura tra governo e parlamento confermate dal ricorso alla fiducia per provvedimenti epocali, tra governo e parti sociali, tra lo Stato ed un paese reale, anzi una comunità-Paese che sta dando non tanto grazie, ma nonostante le inadeguatezze istituzionali (perdonabili e giustificabili solo per rispetto non solo delle istituzioni stesse ma del ruolo di un uomo che la storia ed il destino ha voluto a sostenere un peso enorme, al comando della nave nella burrasca più devastante del dopoguerra), che indeboliscono, anziché rafforzare, l'immagine dell'Italia agli occhi dell'Europa e del mondo. Soprattutto di quella parte di europa (e se parliamo di una inesistente europa politica la lettera minuscola è voluta), che evidentemente spera in un crollo dell'Italia e nel suo definitivo commissariamento.
L'immagine nuovamente emersa a livello istituzionale è quella confusa, senza punti di riferimento data nei giorni scorsi. La confusione emersa nei giorni scorsi nelle invasioni di campo reciproche tra ruoli politici, istituzionali, tecnici, scientifici, di protezione civile, ognuno a briglia sciolte non solo nella gestione ma anche nella comunicazione dell'emergenza al Paese, ha avuto nell'ennesimo tentativo di Conte di riportare ordine ponendosi come uomo forte, la sua conferma.
Con il peso ed il carico dato ai propri messaggi all'Italia e l'utilizzo che di questi ne è stato fatto in chiave personale e politica, Conte ha
Gianni Galeotti


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