Ma perché questa indignazione di fronte all’arte - perché lo spettacolo è arte e non religione - che riprende e rivisita altra arte - perché l’Ultima cena è arte e non religione? Fra l'altro l'Ultima cena ha già in sé forti riferimenti simbolici e esoterici, tanto da averci tratto libri e film.
Comunque, perché tanta indignazione di Avvenire? Pochi mesi fa il quotidiano cattolico spese molte giuste parole per difendere la mostra Gratia Plena del carpigiano Andrea Saltini. Ospitata in una chiesa del centro di Carpi, la mostra rivisitava diverse scene evangeliche in salsa moderna, prendendo più che spunto dalle coreografie del greco Dimitris Papaioannou, curatore delle cerimonie delle olimpiadi di Atene 2004. Non fu plagio, lo chiamarono Medialismo. Ma la forte connotazione sessuale delle opere suscitò molte discussioni. Ci furono accuse di blasfemia, denunce, polemiche, anche nei confronti del Vescovo di Modena e Carpi Erio Castellucci. Ci furono l'intervento in loco di un sedicente esorcista e la celebrazione di rosari e messe di riparazione. La mostra fu chiusa dopo un'aggressione all'artista. Ma in tutto ciò Avvenire prese giustamente le difese dell'artista e dell'arte, che in quanto tale non si discute. Mentre oggi Parigi non vale nessuna messa. Perché?
Eppure alla gente comune le due casistiche possono sembrare identiche. O forse peggio quella carpigiana, visto che è stata organizzata dalla stessa Chiesa in una chiesa, per motivi ancora non chiarissimi.
Ma il perché è chiarissimo e si descrive con una sola parola: ipocrisia.
Magath



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