Opinioni Lettere al Direttore

A 5 anni dal sisma: 'Non c'è bisogno di trasformare la realtà in spot elettorale'

A 5 anni dal sisma: 'Non c'è bisogno di trasformare la realtà in spot elettorale'

L'intervento di Katia Motta: 'Eravamo nostro malgrado protagonisti di un film, in cui per? la realtà superava l'immaginazione. E ancora oggi, occorre guardarla bene in faccia questa realtà'.


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'Eravamo nostro malgrado protagonisti di un film, in cui però la realtà superava l'immaginazione.

E ancora oggi, occorre guardarla bene in faccia questa realtà. Non c'è bisogno di trasformarla in uno spot elettorale, cari amministratori della Regione. Perché non è tutto rose e fiori, e per ogni risultato raggiunto, ci sono stati ostacoli e problematiche aggiuntive che hanno avuto un'onda lunga di difficoltà capace di travolgere le vite delle comunità anche a distanza di anni. Qui non stiamo cercando di eleggere il 'Mago del Terremoto', che è capace di risolvere tutti i problemi con la bacchetta magica.

Maghi lo siamo stati tutti e lo dobbiamo essere ancora oggi, a difendere i nostri territori dall'incuria, dalle incompetenze, dalle sciagurate razionalizzazioni che vogliono farci rimanere una periferia dell'Impero. Che produce tanto PIL, ma sempre periferia è, che vive di code nel traffico, di servizi spostati 'altrove', di Enti che ci speculano e di interventi col contagocce. Tutto perché qualcuno ne possa guadagnare in beata solitudine.

Per questo avrei voluto che oggi fosse una celebrazione delle comunità, una ricorrenza da vivere in famiglia, senza le intrusioni di altri.
Perché quando ci sono gli ospiti in casa, la polvere finisce inevitabilmente sotto il tappeto.

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Mentre qui c'è da guardarla bene in faccia la realtà, con le luci ma anche con le ombre. Altrimenti rischiamo di convincerci che va tutto bene. E invece non è così.

Invece occorre vedere ciò che non va e non solo per il terremoto. Occorre rivedere il modello di governo e adattarlo alle nostre terre perché vivano al meglio delle proprie possibilità. Con l'obiettivo di produrre ancora più PIL, con l'orgoglio e la libertà di fare anche meglio di altri. Dare spazio a persone e competenze, senza dover passare né per Modena, né per Bologna.

Una giornata di orgoglio della Bassa, dovrebbe essere. Chi vuole essere ospite lo sia, ma stia a guardare ed ascoltare una realtà senza filtri'

Katia Motta (Referente Uniamoci - Unione Modena Civica Area Nord)

Nella foto: la crepa alla base del campanile della chiesa di Cavezzo

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