Opinioni Lettere al Direttore

Auto elettriche, il racconto falsato di una rivoluzione salvifica

Auto elettriche, il racconto falsato di una rivoluzione salvifica

La storia insegna che le ideologie, quando sostituiscono il discernimento, producono spesso grandi entusiasmi e risultati modesti


2 minuti di lettura

Gentile Direttore,

Scrivo alla vostra redazione per condividere una riflessione che credo più d'uno stia facendo in questi giorni.

Da anni assistiamo a una narrazione quasi salvifica attorno alla diffusione delle automobili elettriche o ibride, presentate come soluzione decisiva ai problemi di inquinamento del nostro territorio. Eppure, al di là degli slogan e delle campagne promozionali, la percezione quotidiana – e i dati pubblici sulla qualità dell’aria – raccontano una realtà ben diversa.

In questi giorni, complice il caldo fuori luogo e l’assenza di precipitazioni, il cielo sopra Modena si presenta opaco, pesante, talvolta irrespirabile. Non si tratta di un’impressione isolata: se facesse un’indagine, riscontrerebbe lamentele diffuse di mal di testa persistenti, riniti, bruciori agli occhi e un diffuso senso di spossatezza. Sintomi che, pur non essendo certificati da un referto collettivo, sembrano trovare una spiegazione plausibile nella qualità dell’aria che respiriamo.

Sorge allora una domanda semplice: se la transizione verso veicoli elettrici e ibridi è così determinante, e se ne vediamo sempre più in giro, perché nel modenese non si registra una riduzione percepibile dell’inquinamento? È possibile che il problema sia più complesso e strutturale di quanto si voglia ammettere?
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È lecito chiedersi se l’approccio adottato finora non rischi di essere più ideologico che pragmatico.

Il punto non è schierarsi pro o contro una tecnologia, ma analizzare con onestà intellettuale tutte le fonti di emissione – traffico pesante, riscaldamento domestico, attività industriali, logistica, ma anche cicli climatici – evitando di trasformare una scelta tecnologica in una bandiera identitaria.

La storia insegna che le ideologie, quando sostituiscono il discernimento, producono spesso grandi entusiasmi e risultati modesti: guardiamo solo a che cosa è accaduto alla raccolta dell'immondizia. Viene quasi da pensare a quelle pagine della letteratura in cui si combattono battaglie epocali contro nemici immaginari, mentre il vero problema resta serenamente al suo posto. Ma, come spesso accade, è più rassicurante aderire a una narrazione semplice che affrontare una realtà complessa.

Con l’auspicio che il dibattito pubblico locale possa tornare a fondarsi su dati completi, analisi rigorose e un sano spirito critico, porgo i miei più cordiali saluti

Caterina Di Stasi 

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