Riporto testualmente e senza commento quanto scrivevo un anno fa; nulla è cambiato nell’immobilismo delle paludi della politica modenese, salvo che gli anni trascorsi dalla consegna della petizione sono due e che gli anni dalla morte sono tretadue.
“E’ trascorso più di un anno, da quando, l’8 febbraio 2019, in occasione del trentennale della morte, diversi cittadini modenesi firmavano una petizione volta ad intitolargli un luogo pubblico a Modena.
In realtà, nella petizione era contenuta un’altra richiesta: quella di ricordarlo solennemente in una seduta del consiglio comunale. A ciò rispose con inconsueta celerità la presidente de consiglio stesso, comunicando che 'conferenza dei capigruppo è stato deciso di non aderire…in quanto il consigliere era già stato ricordato in data 7 febbraio e perché non si è mai verificato il ricordo di consiglieri comunali durante una seduta del consiglio comunale in forma solenne'.
A quel tempo, venne ricordato alla Presidente che nessun consigliere comunale era morto in consiglio dopo aver subito pesanti vessazioni.
Ora l’assessore Bosi ci comunica che: 'Il parere unanime dei componenti è stato di accogliere favorevolmente la richiesta, riconoscendo la figura e le opere del defunto Carlo Sabattini, meritevole di considerazione e riconoscimento pubblico per la sua attenzione all'ambiente e per il suo indubbio impegno sociale nei confronti dei cittadini e per la difesa degli ultimi'.
Ma non è finita qui, perché: 'Tuttavia al momento la città di Modena non ha le condizioni per poter procedere alla immediata intitolazione, le vie e gli spazi a disposizione sono ad oggi un numero molto inferiore rispetto alle richieste e non è in grado di soddisfare tutte le istanze anche se accolte favorevolmente'.
Quindi, Carlo Sabattini dovrà ancora aspettare per avere un giusto e meritato riconoscimento dalla sua città”.
Franco Fondriest
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