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‘Modena, la strage già archiviata: dopo la cena vergognosa di Confcommercio, il rombo dei motori’

‘Modena, la strage già archiviata: dopo la cena vergognosa di Confcommercio, il rombo dei motori’

‘Modena ha sostituito la pietà con una compassione di maniera, ha contaminato il dolore in una festa di motori’


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‘Mala tempora currunt. Ho aspettato qualche giorno non volendo che mi si prendesse per una guastafeste, ma come non restare attoniti di fronte al contrasto stridente tra il dolore dell’orrore per la tragedia che ha colpito Modena, e solo quattordici giorni dopo, e l’allegria di una folla dimentica, attratta dal rumore stordente dei motori. Modena, che nell’immediatezza della tragedia non ha saputo rinunciare ad una cena in precedenza predisposta, non ha saputo trovare una parola unitaria di esecrazione sull’accaduto, ha frettolosamente occultato le vittime per derubricare Caino, ha sostituito la pietà con una compassione di maniera, ha contaminato il dolore in una festa di motori che identifica il presente con un passato che non c’è più o è traslocato altrove. Ahimè questa Modena apatica, fredda, senza cuore, arroccata su sé stessa, non la riconosco per mia. E’ diventata un’altra’. A parlare è il consigliere comunale Maria Grazia Modena.

 

‘Sed peiora parantur. Speravo di non dover completare la frase latina, ma questi sono i segnali disarmanti che ci aspettano tempi peggiori, e che coloro, che di fronte alla grave tragedia si sono rivelati politici deboli, intellettualmente e umanamente inadeguati, usi al rimpallo delle colpe, alle squallide scaramucce ideologiche, suonatori di scacciapensieri mai risolutori di problemi, non saranno sicuramente in grado di affrontare - continua la Modena -.
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Vedo all’orizzonte modenese nuvole nere avanzare che nel mio lottare solitario e inascoltato non ho potere di fermare, nè di dissolvere, ma solo segnalare con grida di allarme nella speranza che, davanti alla latitanza e insufficienza della politica, almeno la cittadinanza ascolti e intervenga, facendo recuperare alla Città quell’umanità, fatta di impegno volontario, solidarietà, comprensione, carità non pelose, che erano le basi di un buon governo nel quale, in fondo, tutti ci riconoscevamo. Anche chi era all’opposizione. Insieme possiamo fare in modo che le troppe piaghe quotidiane modenesi, tra le quali domina l’insicurezza, vengano sapientemente confinate nei loro recinti e sconfitte. Non è più il tempo delle tre scimmie. Bisogna tenere aperti gli occhi, reagire all’abitudine, che crea indifferenza, al male, alla costante negazione dell’evidenza, alla prudenza di una fuga nell’isolamento, che sono la causa prima di una resa della nostra Modena, trasformata in una Città anonima, distaccata e insensibile, una piccola fredda e arida New York italiana. La drammaticità della vita non ci costringa a scegliere tra la pietà o la prepotenza del potere, Antigone o Creonte, ma la via della consapevolezza e del buon senso che alberga nei cittadini, che accomuna tebani o modenesi.
Nessuna intenzione di accusare altri, solo uno sfogo uscito di getto dal cuore di cuna persona che ama la sua Città e, oggi, non si rassegna di scoprirla sempre più smarrita, sfuggente la realtà, mai all’altezza della situazione’.
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