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Il 4 luglio delle repubbliche indipendentiste di Donetsk e Lugansk

Il 4 luglio delle repubbliche indipendentiste di Donetsk e Lugansk

Ormai è chiaro che sanzioni e armi all'Ucraina non servono a fronteggiare la Russia, ma solo a perpetrare un inutile massacro


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In questo tragico periodo storico, l'Italia si trova ad affrontare 4 emergenze: la pandemia, la guerra, la siccità e la crisi economica.

Ognuna di esse, e da sola, sarebbe in grado di compromettere seriamente il futuro di qualsiasi Paese e, se ne usciremo fuori ancora vivi, lo si dovrà più agli italiani e alla loro capacità inventiva di sopravvivere a tutto, che non all'azione politica. Guardiamo la siccità, la mancanza del bene più prezioso per la vita: l'acqua. Nella rete di distribuzione della potabile, perdiamo il 30 percento a causa di tubature corrose e rotte, in gran parte risalenti agli anni '60. Chi doveva intervenire per i controlli e i rifacimenti? Gli enti gestori, legati a carrozzoni politici ben precisi che, come tutto in Italia, non sprecano soldi per la manutenzione. Incassano solo (vedi Ponte Morandi). Da almeno 10 anni il CNR e la Confagricoltura chiedono la realizzazione di invasi artificiali. Chi doveva attuarli?

In quanto alla pandemia, siamo subissati da numeri sempre più allarmanti, ma manca sempre quello più significativo. Interessa a qualcuno quanti si sono contagiati di Omicron 5? Molti lo scoprono dopo un tampone e non presentano alcun sintomo; altri si domandano se quella febbriciattola e quel mal di gola nasce dall'aria condizionata, dal viaggiare con il finestrino abbassato, come tutte le estati, oppure è il Covid.
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Alla popolazione non interessano i contagi e neppure i morti generici; alla popolazione interessa sapere quanti giovani, in buona salute, senza alcuna patologia pregressa, sono stati ricoverati in terapia intensiva e non ce l'hanno fatta. Questo è il dato per capire la pericolosità dell'Omicron 5 e se sia giustificata l'emergenza con quanto ne segue a livello politico e decisionale.

Sulla guerra, ormai è chiaro che sanzioni e armi all'Ucraina non servono a fronteggiare la Russia, ma solo a perpetrare un inutile massacro, condito da una narrazione così falsa e a senso unico, che non s'era vista neppure durante la Seconda Guerra Mondiale. La conseguenza è una crisi economica, che inizierà a mordere seriamente a ottobre, anche quella devastante e che si è inserita sulle macerie causate dal lockdown. Per cosa? Perchè un Paese sovrano è stato aggredito da un altro e noi siamo gli arbitri del mondo? Si sono spesi fiumi di parole sulle cause e sulle colpe di chi ha causato questo conflitto e, in un momento così difficile per tutti, siamo stati capaci di dividerci e di creare un odio verso di noi, un odio che difficilmente sarà sanato.
Per cosa? Perchè all'America interessava limitare l'espandersi economico e d'influenza della Russia? Di questo stiamo parlando, per ammissione stessa dei maggiori rappresentanti dell'Amministrazione Biden.

Queste quattro emergenze dimostreranno lo spessore, la capacità della nostra classe politica d'intervento e risoluzione. Intanto, s'impegna su questioni della massima importanza: lo Jus Scholae, la Cannabis ed è in palpitante attesa del chiarimento tra Conte e Draghi: due eletti da nessuno, con il primo contro l'invio delle armi, ma il M5S vota a favore, e il secondo che si comporta come il 51mo governatore degli Stati Uniti. Restate tutti sereni: fino al 24 settembre non si muoverà nessuno seriamente contro il Governo o si perde il vitalizio e c’è da scommettere che questa Legislatura durerà fino all’ultimo giorno, perché il Parlamento si è di molto assottigliato e tanti sanno già di non essere rieletti.

A proposito degli Stati Uniti: oggi è il 4 luglio, giorno che celebra l'indipendenza delle colonie inglesi dalla madre patria: stessa lingua, stessa cultura, ma una visione diversa del proprio futuro. Praticamente quello che succede in Crimea, nelle repubbliche indipendentiste di Donetsk e Lugansk.
Ma gli americani, e noi con loro, questa volta, stanno dalla parte della Corona.

Massimo Carpegnag
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