L’attuale conflitto poteva essere facilmente evitato attraverso la concessione di uno Statuto speciale a Lugansk e Donetsk, alla Crimea, alla creazione di una repubblica federale ucraina che riconoscesse una certa autonomia a queste terre. Perché non si è voluto procedere in questa direzione? Si è preferito far tacere con le armi una volontà d’indipendenza da Kiev e questo è ciò che è avvenuto dal 2014 ad oggi, dopo la cosiddetta “Rivoluzione arancione” sponsorizzata dagli Stati Uniti, come essi stessi confermano. La non soluzione diplomatica è quindi tutta da attribuire a Zelensky? Una ipotesi è controcorrente alla narrazione occidentale dei fatti: una Crimea russa avrebbe consentito alle navi militari di Mosca d’avere un accesso diretto al Mediterraneo e quindi espandere l’influenza militare; il riconoscere l’indipendenza delle due Repubbliche di Lugansk e di Donetsk avrebbe impedito agli USA, tramite la NATO, d’elaborare i suoi “war games” per tenere sotto scacco il Cremlino, come non può realizzarli in Bielorussia.
Su questo conflitto, ancora lontano dall’essere risolto e che ha scavato un solco forse incolmabile tra l’Europa e la Russia, si sono spese migliaia di parole, ma la verità potrebbe essere molto semplice: fino ad oggi sono state uccise più di 60 mila persone per consentire ad una superpotenza al di là dell’Oceano Atlantico d’attuare le proprie strategie
Massimo Carpegna
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