Dalla crema scioglipancia alla medicina alternativa
Nel Far west i carretti di sedicenti dottori si spostavano di cittadina in cittadina, offrendo balsami e oli miracolosi, famoso in particolare l'olio di serpente capace di curare ogni male. In fondo lo stesso meccanico che con l'uso del mezzo televisivo ha portato alla ribalta negli anni 80 personaggi improbabili che con aggressività e teatralità vendevano intrugli miracolosi: creme dimagranti, sali magici, numeri vincenti al lotto. Il modello era chiaro: attirare il cliente con promesse impossibili, convincerlo con un linguaggio assertivo e autoritario, spaventarlo evocando sciagure se non avesse comprato il prodotto. Lo schema era efficace perché faceva leva sulle insicurezze e sulla paura, trasformando le vittime in clienti affezionati.
Oggi, lo stesso copione viene riproposto in ambiti ben più delicati. Pensiamo a coloro che contestano la medicina ufficiale e alle loro retoriche: farmaci pericolosi, aziende farmaceutiche corrotte, medici complici di un sistema criminale. I protagonisti di questa nuova televendita del terrore sono ex professionisti che si reinventano paladini della verità, personaggi che mescolano pseudoscienza, complottismo e narrazioni alternative, spesso senza alcuna base solida.
Lo schema è identico: creare un clima di sfiducia verso la scienza ufficiale, dipingersi come unici detentori della verità e fidelizzare un pubblico sempre più incline a rifiutare il pensiero critico in favore di soluzioni semplici e rassicuranti.
Chirurghi superstar e venditori di fumo
La figura del medico non è immune a questa trasformazione. Alcuni colleghi si ergono a eccellenze assolute nel loro campo, autocelebrandosi come sommi luminari della chirurgia oncologica, d’urgenza, di parete, senza che il loro curriculum giustifichi tali pretese. Il loro obiettivo? Accrescere il proprio prestigio personale, attirare pazienti, magari anche garantirsi qualche ospitata televisiva e… soldi.
Il meccanismo è sempre lo stesso: costruire un personaggio carismatico, denigrare i colleghi (magari quelli più competenti ma meno mediatici), e sfruttare l’ignoranza del pubblico per ottenere fiducia incondizionata.
Le tecniche di persuasione: la scienza della truffa
Che si tratti di
- Creazione di un nemico – Il sistema, i poteri forti, la medicina ufficiale, i giornali corrotti. Il nemico serve per creare un senso di appartenenza nel pubblico.
- Uso della paura – Malattie, catastrofi imminenti, complotti globali. Se non segui il guru, sei in pericolo.
- Autoproclamazione dell’autorità – Sono l’unico che dice la verità, gli altri ti mentono.
- Screditamento della scienza – Studi scientifici? Manipolati. Esperti? Venduti. Solo loro conoscono la realtà.
- Monetizzazione della paura – Vendita di libri, consulenze, prodotti alternativi, corsi online. Se non c’è un guadagno, non c’è interesse.
Perché funziona ancora?
Perché le persone vogliono credere in chi offre certezze semplici in un mondo complesso. È rassicurante pensare che esista una spiegazione univoca per tutto, che il sistema sia marcio e che ci sia qualcuno pronto a salvarci. È lo stesso meccanismo che ha permesso a tanti imbonitori di truffare migliaia di persone: una miscela di autorità autoimposta, teatralità e manipolazione emotiva.
Conclusione: smascherare i nuovi ciarlatani
Oggi più che mai, la capacità di discernere tra scienza e pseudoscienza, tra informazione e propaganda, tra medico e venditore di fumo è fondamentale.
Eli Gold
(1).jpg)

