Il 14 maggio è la Giornata Mondiale degli uccelli Migratori.
La migrazione degli uccelli è uno spostamento stagionale che avviene due volte l'anno tra le aree di nidificazione e quelle di svernamento.
Questi viaggi, dettati dalla necessità di trovare cibo e climi adatti, copre spesso migliaia di chilometri. La migrazione autunnale, verso sud, avviene solitamente tra agosto e dicembre, quella primaverile verso nord tra febbraio e aprile. Il momento della migrazione sembra essere determinato principalmente dalle variazioni della durata del giorno.
Gli uccelli migratori si orientano grazie a segnali celesti provenienti dal sole e dalle stelle, dal campo magnetico terrestre e dalle mappe mentali. Le rotte migratorie e le aree di svernamento sono determinate sia geneticamente sia per tradizione, a seconda del sistema sociale della specie. Nelle specie longeve e sociali, come la cicogna bianca, i gruppi sono spesso guidati dagli individui più anziani, e i giovani apprendono la rotta durante il primo viaggio. Nelle specie a vita breve che migrano da sole, come la capinera o il cuculo, i migranti del primo anno seguono una rotta geneticamente determinata. Una rotta migratoria non segue necessariamente una linea retta, spesso gli uccelli descrivono una traiettoria con deviazioni, per evitare barriere geografiche.
Alcuni grandi uccelli dalle ali larghe si affidano alle correnti termiche ascenzionali, per poter veleggiare nel cielo senza spendere molta energia, tra questi figurano molti rapaci, come avvoltoi, aquile e poiane.
Gli uccelli sono definiti le creature più felici, esprimono gioia non solo attraverso il canto, ma nel loro stesso essere. A differenza degli altri animali, propensi alla quiete, gli uccelli amano il movimento costante, volando da un luogo all'altro e sperimentando varietà di vita. Cantano per diletto, specialmente nei giorni sereni; possiedono una vista e un udito acutissimi che permettono loro di godere panorami e spettacoli naturali.


