Il 3 gennaio 1925 Benito Mussolini pronunciò il suo famoso discorso alla Camera, assumendosi la responsabilità politica del delitto Matteotti e aprendo la strada alla dittatura fascista.
Alla spavalda oratoria di Mussolini alla Camera non seguì una replica dell'opposizione: gli oppositori non erano in aula ,ma erano sparsi per i corridoi. Dopo l'intervento di Mussolini, del 3 gennaio, Luigi Federzoni, Ministro dell'interno, inviò una circolare ai prefetti, che disponeva drastiche limitazioni alla libertà di stampa e la chiusura dei circoli dei partiti di opposizione in tutto il Paese.
Nell'arco di una settimana il Ministro dell'interno poté illustrare, in Sede di Consiglio dei Ministri, i risultati ottenuti con i provvedimenti.
Centinaia di persone furono arrestate e associazioni degli oppositori chiuse usando qualsiasi pretesto. Il discorso di Mussolini costituì quindi un atto di forza, con cui convenzionalmente si fa iniziare la fase dittatoriale del fascismo.
Nel giro di 2 anni ebbe luogo il mutamento conseguente dell'ordinamento giuridico, mediante quelle che poi furono denominate leggi fascistissime.
Il famoso discorso portò poi anche alla graduale delegittimazione e annullamento delle funzioni democratiche del Parlamento.



