Il 29 dicembre 2004 muore Ermanno Gorrieri, comandante partigiano, sociologo, sindacalista e politico italiano. Nel 1935 entra nell'associazione studenti medi di azione Cattolica della quale è presidente dal 1937 al 1943. Si iscrive e partecipa anche all'attività della FUCI ed è delegato diocesano della Gioventù italiana di Azione Cattolica.
In tali Associazioni, Gorrieri instaura duraturi rapporti amicali e sviluppa attitudini organizzative. Queste caratteristiche favoriscono, in seguito la partecipazione alla Resistenza e all'impegno politico.
Dopo aver studiato a Modena giurisprudenza diviene ufficiale degli alpini.
Nel 1943 viene nominato rappresentante della Democrazia Cristiana, organizza gruppi segreti di giovani cattolici e collabora con don Elio Monari nel salvataggio di militari alleati e soprattutto di ebrei.
Nell'aprile 1944, Gorrieri guida in montagna il primo nucleo partigiano democristiano col nome di battaglia 'Claudio' ed è attivo nella creazione della Repubblica di Montefiorino.
Dopo la guerra è uno dei fondatori della Cisl e si dedica con interesse allo studio dei problemi sociali, in particolare modo la povertà.
I suoi ideali sociali ruotavano attorno a una 'democrazia sociale concreta, focalizzata sulla lotta alle disuguaglianze, attraverso politiche reali sul lavoro, famiglia, natalità e povertà'.
Gorrieri mirava a una società equilibrata basata sulle scelte operative piuttosto che sulla retorica, promuovendo il dialogo e la convergenza politica.
Ermanno Gorrieri viene eletto deputato per una legislatura nella Democrazia Cristiana nel 1958-1963; preferisce poi dedicarsi con impegno alla politica locale. Il suo ultimo e più prestigioso incarico è stato quello di ministro del lavoro nel Governo Fanfani nel 1987.
Ermanno Gorrieri era di ideologia Cristiano progressista, nel 1993 aderì all'iniziativa di costituire, insieme a Pierre Carniti, il movimento dei Cristiani Sociali, confluiti 5 anni dopo nei Democratici di sinistra.


