Vittorio Alfieri nacque ad Asti il 16 gennaio 1749, fu un importante drammaturgo, poeta e scrittore italiano. Figura di primo piano dell'illuminismo italiano e avverso ad ogni forma di tirannia è stato anche un precursore del Romanticismo. La sua personalità, molto complessa, lo rese uno spirito inquieto e la sua ribellione alla realtà, del suo tempo, emerge dalle Satire e dalle commedie da lui scritte. Alfieri trovò ostacoli anche in se stesso con angosce, tormenti e la consapevolezza dei limiti umani che gli impedirono di raggiungere la libertà dell'animo.
Il grande drammaturgo scrisse pure Tragedie, tra le quali si ricordano il Saul, l'Antonio e Cleopatra, Antigone. Attraverso queste grandi opere d'arte, Alfieri voleva trovare uno scopo che potesse dare un significato alla sua vita. Nelle Tragedie infatti rappresentò figure eroiche ed eccezionali con una grandezza senza limiti.
Alfieri, però, trovò solo un po' di pace e serenità di fronte agli spettacoli della natura, perché ciò gli dava l'idea della grandezza, dell'infinito di cui era alla ricerca.
Anche se la sua formazione di base era illuminista e materialista, Alfieri ha avuto un grande spirito religioso, che lo portava a non nutrire grandi speranze nella potenza razionale e scientifica dell'uomo.
Con lo scoppio della Rivoluzione Francese, Alfieri fu animato da sentimenti di giustizia e scrisse un'ode per la presa della Bastiglia. Anche per la Rivoluzione Americana scrisse 4 odi. Si rese conto però, che in entrambe le rivoluzioni, la lotta non era scaturita da ideali di libertà e giustizia ma da obiettivi materiali ed economici. Alfieri perciò si distanziò dalla politica e dal potere che avevano facoltà di nuocere.


