L’ex presidente lombardo Roberto Formigoni sarà costretto a risarcire la Regione Lombardia di un importo pari a 47,5 milioni di euro, anche con pignoramento di beni, confermando la sentenza emessa nel 2019 dalla Corte dei Conti lombarda in merito alla vicenda Maugeri. Il ricorso presentato da Formigoni, unitamente alla Fondazione Maugeri, Costantino Passerino e Umberto Maugeri (ex dirigenti del centro sanitario pavese), contro il reato contabile di danno erariale notificato due anni fa, è stato infatti rigettato dal Tribunale contabile il 21 aprile del 2021. Dunque quelle risorse – tutt’ora nella disponibilità del ‘Celeste’ perché non confiscate e quindi non ancora sottratte a lui – tornano ad avviarsi a essere pignorate dalla Regione.
Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Milano, tra il 2001 e il 2011 Formigoni avrebbe favorito l’ospedale San Raffaele di Milano e la Fondazione Maugeri di Pavia attraverso una serie di delibere che stanziarono a favore dei due poli sanitari circa 200 milioni di euro, favorendo secondo i pm un vero e proprio sistema corruttivo a danno dell’Ente regionale. Per quell’inchiesta, Formigoni è stato condannato a 5 anni e 10 mesi di carcere per corruzione, in quanto considerato il protagonista di un “gravissimo sistema illecito di storno di denari pubblici a fini privati”. Formigoni infatti, grazie all’intercessione di Pierangelo Daccò e dell’ex assessore Davide Simone, avrebbe ricevuto favori in denaro e in ‘beni materiali’ pari a 6,6 milioni di euro.
Formigoni perde ricorso: dovrà risarcire la Regione per 47,5 milioni
L'ex presidente, condannato per corruzione a 5 anni e 10 mesi per la vicenda Maugeri, dovrà risarcire il danno erariale
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