L’eventuale invio di forze di pace della Nato in Ucraina rischia di provocare uno 'scontro diretto' fra le forze dell’Alleanza atlantica e quelle dell’esercito russo. A sostenerlo è il ministro degli Esteri di Mosca, Sergej Lavrov, alla vigilia del summit della Nato sul conflitto in Ucraina previsto per domani a Bruxelles.
Le parole del capo della diplomazia di Mosca, rilanciate dall’agenzia russa Tass, fanno riferimento alla proposta partita dal governo della Polonia di inviare in Ucraina una missione di peacekeeping della Nato. La possibile iniziativa, formulata la prima volta la settimana scorsa in occasione di una visita a Kiev dei primo ministri di Slovenia, Repubblica Ceca e appunto Polonia, verrà presentata domani al tavolo del summit dell’Alleanza atlantica. A oggi il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha sempre ribadito l’intenzione dell’organizzazione di non inviare soldati nel Paese dell’Europa orientale.
Commentando l’eventuale scenario all’Istituto statale di Mosca per le relazioni internazionali (Mgimo) Lavrov si è augurato che Varsavia 'capisca la posta in gioco' e ha ribadito che l’invio di soldati Nato 'porta allo scontro diretto' fra Russia e Alleanza atlantica che 'tutti vogliono evitare e che non dovrebbe mai avvenire'.
Intanto presidente russo Vladimir Putin ha annunciato che la Russia chiederà ai paesi considerati ostili di pagare le forniture di gas in rubli. 'Ho deciso di attuare – ha affermato Putin in una riunione del governo – una serie di misure per trasferire il pagamento delle nostre forniture di gas ai paesi ostili in rubli russi'. Putin ha ordinato che i cambiamenti siano attuati nel più breve tempo possibile. Ogni giorno i paesi europei versano circa un miliardo di dollari nelle casse di Mosca per l’acquisto di gas e petrolio.
Russia avverte Nato: 'Se inviate militari si rischia scontro diretto'
Intanto presidente russo Vladimir Putin ha annunciato che la Russia chiederà ai paesi considerati ostili di pagare le forniture di gas in rubli
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