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Degrado Drop-In: il Comune corre ai ripari e invita i consiglieri a visitarlo

Degrado Drop-In: il Comune corre ai ripari e invita i consiglieri a visitarlo

Ad oltre un anno dall'apertura, esponenti di maggioranza e opposizione chiamati in visita sabato 18 aprile. Mossa strategica per arginare le polemiche?


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Sabato 18 aprile, a oltre un anno dall'apertura del centro Drop-in di via Benassi per l'acoglienza a bassa soglia di tossicodipendenti, avvenuta nel marzo 2025, i consiglieri comunali entreranno nella struttura per una visita conoscitiva su invito dell'amministrazione. Un appuntamento istituzionale che cade forse non a caso in concomitanza con un picco nell'azione di critica alla collocazione del centro in quel luogo, da sempre portata avanti da gruppi organizzati di cittadini che su loro proposta hanno ottenuto negli scorsi mesi occasioni di incontro e confronto con gli amministratori. E' di pochi giorni fa la consegna, in comune, di una raccolta firme per lo spostamento del centro. Che si aggiunge, anche se cu un piano diverso, ad una nuova interrogazione di Forza Italia relativa al degrado, ai bivacchi e a questioni di ordine pubblico presumibilmente collegate al richiamo nella zona, e per natura stesso del servizio gestito da Ceis e Ausl, di persone tossicodipendenti e senza fissa dimora.

Polemiche e azioni, quelle dei residenti della Sacca, riuniti da tempo in comitato, che loro stessi hanno più volte dichiarato, non nasce da un pregiudizio verso il servizio in ma da una precisa critica urbanistica e sociale.
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Il comitato civico ha ribadito più volte di non contestare il valore del servizio di cui riconosce l'utilità per l'assistenza a persone fragili e con problemi di tossicodipendenza, ma la scelta di collocarlo in quell'area residenziale, a breve distanza da luoghi sensibili, tra cui una scuola, in un contesto dove il passaggio di utenti fragili e spesso problematici collide con la quotidianità di famiglie e studenti.

A peggiorare il quadro è la vicinanza del Drop-in ad aree che da anni rappresentano vere e proprie 'zone calde' per la concentrazione dello spaccio, come il quadrante della stazione, accessibile anche da porta Nord, il comparto R-Nord e il parco XXII Aprile. Secondo il comitato e le opposizioni, inserire un servizio a bassa soglia in un tessuto urbano già così vulnerabile avrebbe innescato un 'effetto calamita', aggravando fenomeni di microcriminalità e bivacco che l'amministrazione, a loro dire, non ha saputo prevenire né gestire.

Non si sa ancora quanti consiglieri abbiano accettato l'invito e si recheranno fisicamente in visita. Per ora, ma non è confermato, sappiamo che l'invito sarebbe stato aperto a 5 consiglieri di maggioranza e 5 di opposizione, quasi che la parità nelle condizioni dell'accesso delle diverse parti politiche avesse un peso, anche su un fronte e un servizio oggettivamente trasversale.
Sabato si saprà quanti consiglieri varcheranno quella soglia che i cittadini che vi abitano a pochi metri non sono ancora stati invitati a varcare.

Nella foto, l'ingresso principale del centro a bassa soglia per l'assistenza ai tossicodipendenti aperto in via Benassi, zona Sacca, a Modena
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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