La guerra sindacale e politica che da mesi si consuma dentro Seta ha due obiettivi: sparare a zero in vista delle elezioni amministrative, che potrebbero registrare sorprese, e marcare il territorio di fronte al nuovo presidente Andrea Cattabriga (nella foto), pianificando il ritorno alle vecchie prassi mentre il servizio non migliora. Lo denuncia il segretario della Filt-Cgil di Modena Adriano Montorsi, oggi a congresso e pronto a guidare l'influente categoria per i prossimi quattro anni (è subentrato nel giugno 2017 alla collega Giulia Grandi, che oggi guida la Filt regionale). Dunque, nella sua relazione al congresso (si riparla anche di coop spurie e facchinaggio) Montorsi tocca eccome il nervo scoperto Seta, la spa dei trasporti pubblici di Modena, Reggio e Piacenza da mesi e anni nella bufera, come conferma anche l'ultima polemica tra i soci modenesi e reggiani sul ruolo del direttore generale dopo l'uscita di scena di Roberto Badalotti. Montorsi scuote così gli altri sindacati sempre critici, mentre la Filt dal dicembre 2017, dopo anni di scioperi, è tornata al tavolo: 'Il disgustoso balletto o la querelle di quest'ultimo periodo ha solo due scopi e lo voglio dire guardando i colleghi di Cisl e Uil. Dal punto di vista politico lo scopo è attaccare qualsiasi pretesto attaccabile, preferibilmente con la sponda sindacale, in preparazione delle elezioni della primavera 2019. Dal punto di vista sindacale- continua il numero uno Filt- significa marcare il territorio con la nuova dirigenza rivendicando il ritorno ad antiche prassi, non necessariamente migliori'. Sprona quindi Montorsi: 'Dobbiamo, dovete, tornare al tavolo con l'azienda in forma unitaria. E lo dobbiamo fare sulla base dell'unico documento esistente... la piattaforma unitaria del 2016. Tutto il resto, per citare Gene Hackman in uno splendido film, sono bubbole'.
Senza passi in avanti, l'alternativa 'è chiara a tutti, tranne forse alla politica berciante: è quella di arrivare nel 2019 alle future gare di affidamento del servizio senza un contratto armonizzato', avvisa il sindacalista. Nella relazione in ogni caso si insiste sui problemi 'molteplici ed evidenti' della spa, sempre esposta ad una certa 'frenesia mediatica' e 'politica', secondo Montorsi. In tutto questo, l'inerzia sull'armonizzazione dei contratti 'consente il mantenimento di rendite di posizione ai vari livelli, dirigenziali e non solo, che nulla hanno a che vedere con la qualita' e la tutela del servizio al cittadino'. Ne è scaturito 'un malessere diffuso ma principalmente generalista', distante da problemi più concreti come quelle delle condizioni degli autisti neoassunti.
Cinzia Franchini



