Dopo il primo appuntamento dedicato alla nascita del sottogeneri del Progressive Italiano, con la conferenza sull’album “Storia di un minuto” della Premiata Forneria Marconi, l’incontro di oggi verte su “Io sono nato libero” del Banco del Mutuo Soccorso.
«Il ciclo di incontri si svolge seguendo lo schema di Baptiste Le Goc e Marco Maurizi nel loro libro “Musica per il pensiero”» ci spiega il relatore Giancarlo Spaggiari «I due autori hanno definito lo stesso genere una vera e propria musica per il pensiero dato che, negli anni, il progressive ha affermato l’idea del concept album, la composizione della “suite progressiva” con i brani che si suddividono in movimenti, il superamento della forma canzone, la contaminazione tra generi musicali come la musica classica, il jazz, la contemporanea; e l’affermarsi di una struttura sinfonica dei brani con durate fuori dagli schemi consolidati. Nel loro libro hanno individuato cinque aree in cui il progressive si suddivide».
Quali sono queste cinque aree? «Le cinque aree sono quella dell’immaginazione, del viaggio dell’annima, che abbiamo trattato per prima con l’incontro su “Storia di un minuto” della PFM. Poi si susseguono l’area politica, quella culturale, l’area metafisica e l’area nichilista. Nell’incontro di oggi parleremo dell’area politica, l’anelito militante, conversando sul disco “Io sono nato libero” del Banco del Mutuo Soccorso».
Non solo quindi l’aspetto meramente musicale e compositivo, ma anche l’aspetto concettuale attorno a cui sono nati questi album, pietre miliari della musica italiana tanto che, il progressive italiano è riconosciuto come sotto-genere del progressive secondo solo a quello britannico a livello mondiale. «Mentre nell’incontro precedente ci siamo soffermati, oltre che sull’area dell’immaginazione, sulla nascita del vero e proprio sotto-genere del prog italiano, focalizzando l’attenzione su come mescolando gli elementi di matrice britannica con elementi di musica mediterranea si sia dato l’imprinting per la nascita della nostra “corrente”, oggi ci focalizziamo sul rapporto del prog italiano con la politica, del rapporto tra il Banco del Mutuo Soccorso con la politica, e l’analisi del disco».
La conferenza si baserà sull’ascolto di frammenti del disco, ed andrà a esplorare non solo i suoni, ma anche le suggestioni dell’epoca in cui fu composto.
L’appuntamento è per le 17 di oggi presso Villa Cuoghi, ingresso libero.
Stefano Bonacorsi

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