“Banksy – ha detto – è un artista particolarmente popolare e particolarmente antagonista. Con la mostra a palazzo Diamanti abbiamo tentato di rispondere con l’arte alla malattia e al commissariamento delle libertà dei cittadini dopo mesi di chiusura. In Italia è la prima mostra che ha aperto dopo la stagione del buio. Evidentemente le persone desideravano andare a vedere e sentire la voce di un artista così dissidente. Non potevamo scegliere migliore testimone del desiderio di restituire la libertà ai cittadini”.
E su Antonio Ligabue, atteso proprio a Diamanti dal 30 ottobre: “Un Banksy prima di Banksy, un autore padano e contemporaneamente universale, capace di raccontare la libertà dell’istinto e delle passioni, selvaggio fino al punto di non corrispondere a nessuna accademia, a nessuna tendenza. Ligabue era il suo istinto e, attraverso la potenza della sua natura, ha affermato la dimensione dell’uomo fuori da ogni vincolo, da ogni legge. Non ho nessun dubbio sul fatto che, dopo Banksy, anche questa mostra sarà un successo”.
Sgarbi ha poi definito “svolta radicale” il nuovo corso che, da presidente, ha voluto imprimere a Ferrara Arte: “Abbiamo rianimato palazzo Diamanti con due iniziative che sono fuori dal percorso psicologico di un Palazzo dei Diamanti asservito alla cultura francese. Oggi Ferrara arte è tornato un organismo vivo, con posizioni non conformistiche. E’ stata una svolta radicale”.

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