Protagonisti del prossimo appuntamento del Centro di Ricerca Musicale/Teatro San Leonardo in via San Vitale 63 saranno il talento vocale di Eric Mingus, il figlio più giovane del grande Charles Mingus, e la forza dirompente delle chitarre e dell’elettronica di Elliott Sharp. I due presenteranno in prima italiana il progetto elettroacustico dal titolo Fourth Blood Moon, un concentrato free-rock con canzoni folk dal ritmo futuristico che si avventura nei regni cosmici del suono puro, pieno di riferimenti a James Brown, Funkadelic, Sly and the Family Stone e Miles Davis.
Elliott Sharp è un compositore, produttore e polistrumentista che ha fondato, tra gli altri, i progetti Orchestra Carbon, SysOrk, Tectonics e Terraplane. Le sue innovazioni musicali hanno incorporato geometria frattale, teoria del caos, algoritmi, numeri di Fibonacci e metafore genetiche, nonché l’ideazione di nuove strategie di notazione grafica che hanno dato vita a un’opera che catalizza un approccio sinestetico al fare musica, e funziona al tempo stesso come arte retinica.
Di formazione vocale classica, Eric Mingus canta il blues come nessun altro, improvvisa con i migliori improvvisatori, e suona il basso in modo fenomenale. Crea dei mondi con le sue parole, sia che parli sia cantando.
La sua passione per la scrittura e per le declamazioni poetiche è stata incoraggiata da poeti come Allen Ginsberg, Jack Micheline e Lou Reed. Uno dei suoi più recenti successi è stata la sua versione unica di Tommy degli Who, rimettendo in scena il classico del rock sotto la direzione di Hal Willner per l’Adelaide Arts Festival nel 2015. Ha pubblicato nove album a proprio nome o come co-titolare, e partecipato a incisioni di Karen Mantler, Mingus Dynasty, Gary Lucas, Elliott Sharp’s Terraplane, Sarah Jane Morris, Quintorigo, tra gli altri.
Stefano Soranna



