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Koru e Armony di nuovo insieme, esce il brano 'Vai'

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Intervista a Koru, il rapper modenese è pronto a nuove sfide: per il 2022 tanti progetti


Koru e Armony di nuovo insieme, esce il brano 'Vai'

30 settembre 2021, appuntamento con la 'società' Koru e Armony, il primo al microfono, il secondo alla produzione; un'amicizia e una collaborazione musicale che non sbaglia un colpo; il nuovo singolo si chiama 'Vai', ed è appena uscito sulle principali piattaforme digitali; ho incontrato Koru per farmi raccontare la nascita del brano e i progetti futuri.
Su Spotify a questo link.

Come e quando è nato 'Vai'?
Il brano era pronto da tempo, la base ci ha convinto subito, è rimasta senza testo, inesplorata, per un po', poi sono arrivate le parole, pensa che abbiamo fatto varie prove, modifiche, ma alla fine la versione migliore è rimasta la prima ed è quella che uscirà; qualcosa di diverso dal solito; ho sempre scritto testi molto 'positivi', questo è più cupo, meditativo.

Nasce da un episodio personale?
In realtà non parla di me, ho sempre avuto un occhio di riguardo per le persone che soffrono, ho sempre cercato di capire, dall'esterno, cosa si possa provare in certi momenti; mi sono immedesimato nella vita di un ragazzo con delle fragilità, all'interno di una società che non ammette che tu possa averne; un ragazzo ai margini; volevo raccontare di una persona che ha paura del giudizio degli altri; nella seconda strofa c'è invece lo standard, la quotidianità, un'emarginazione più comune a tutti, lo scazzo al lavoro, gli altri che chiedono che ti succede; mentre parliamo mi viene in mente che la prima strofa l'ho scritta a Berlino, ad una fermata del bus, mentre osservavo le persone che avevo attorno.

C'è quindi anche il tema del bullismo?
Certo, ci sono persone che non si sono mai riprese, anch'io ho vissuto il problema ma ne sono uscito, molto lo devo alla musica, a volte bastano due rime ad un concerto per acquisire credibilità, diventi l'idolo di una persona con un freestyle al parco Amendola, quando fino ad un momento prima neanche ti rivolgeva la parola; ma questo è il bello dell'arte.

Una cosa che ho sempre amato dell'hip-hop è che ti insegna ad apprezzare la tua personalità, non devi far finta di essere un altro, ognuno nella comunità ha le sue caratteristiche, il suo gusto, il suo look.
L'hip-hop ti porta ad una sorta di autoanalisi, non so se altre culture abbiano questa caratteristica, il rapper poi è sempre alla ricerca di ispirazione; una cultura dove si uniscono le varie discipline, dove ti confronti subito con persone di varie età, provenienza, un bagaglio culturale che ti entra dentro e ti arricchisce.

Mi ha colpito quando mi hai raccontato che la prima strofa è nata a Berlino, una città che è da sempre fonte di ispirazione per gli artisti di tutto il mondo.
La prima volta che sono stato a Berlino avevo 16/17 anni, la mattina andavo in giro per la città, spesso a fare diggin' nei mercatini di dischi; un giorno, in pieno centro, saranno state le nove del mattino, mi si avvicina un soggetto poco raccomandabile e mi chiede se volevo del crack, ho pensato subito che una scena così, a Modena, sarebbe impossibile; in quegli anni vivevo molto la strada, ma una scena così davvero non me l'aspettavo.

Parlami del tuo rapporto con la vita di strada, personalmente lo ritengo fondamentale, ha sempre fatto parte di me.
L'hip-hop valorizza la strada, te la racconta con occhi diversi, dopo guardi il mondo con occhi diversi; la strada poi può diventare la campagna, la montagna, il bosco, l'hip-hop è ovunque, mi ha insegnato a guardare tutto con un approccio diverso, anche le piccole cose che faccio tutti i giorni; ho passato molto tempo con persone più grandi di me a farmi raccontare cosa succedeva prima, perché era un mondo che mi appassionava in una maniera incredibile, andavo in giro con la macchina fotografica a cercare i vecchi pezzi e magari la sera ne parlavo con uno che c'era e colleghi tutto.

La prima volta che ho ascoltato 'Vai', ho pensato ad un brano da ascoltare di notte, mentre cammini da solo o fai un giro in auto a riflettere, un pezzo dove c'è dentro tutto quello di cui stiamo parlando.
Condivido, il disagio che io racconto nella prima strofa è una situazione estrema, prendi l'ultimo verso: 'lui cammina sul filo del cornicione e poi...' lascia intendere che la persona è in una situazione disperata, cosa fa dopo? Si butta? Rimane fermo e torna indietro? Il ritornello invece è un invito a fregarsene, non guardare indietro, a cosa ti è successo prima, per chi vive un'emarginazione, spero sia un consiglio a non curarsi del giudizio degli altri, della cattiveria delle persone.

Parliamo dei progetti futuri.
Il rapporto artistico con Armony si prende una pausa, abbiamo tutti e due la voglia di percorrere nuove strade; abbiamo molto materiale in stand-by e probabilmente un giorno uscirà, non credo però nell'immediato; per il 2022 invece ci sono tante sorprese, sto già lavorando a nuovi brani, sarà un anno ricco di sorprese per tutti, ma non anticipo nulla.
Stefano Soranna


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