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'Le bande sono in ginocchio, alla faccia di #laculturanonsiferma'

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Intervista a Federica Ghinelli, vice presidente del Corpo Bandistico di Montese e Castel D’Aiano


'Le bande sono in ginocchio, alla faccia di #laculturanonsiferma'

Proseguiamo il nostro percorso (dopo la Flos Frugi di Fiorano) nelle attività musicali di base e amatoriali. In Appennino le bande sono una realtà importante dal punto di vista aggregativo e culturale e, stante l’ultima ordinanza della Regione, ancora non possono riprendere l’attività, per via della complessità della gestione degli strumenti a fiato per il rischio contagio Covid-19. Abbiamo fatto una lunga chiacchierata con Federica Ghinelli, vice presidente del Corpo Bandistico di Montese e Castel D’Aiano che affonda le sue radici nel lontano 1860 (ricorre infatti quest’anno il 160° anniversario dalla sua fondazione), quindi si ipotizza sia stato costituito per volontà del patriota Carlo Tamburini. Nel 1896 il compositore Ottorino Respighi, in villeggiatura a Montese presso la villa del professor Augusto Righi, militò per qualche tempo nella banda componendo per essa “Marcia Montese”, di recente rimessa in repertorio nell’arrangiamento del M° Pio Zampa.

Nel corso del tempo, a partire dal 1919, si alternarono periodi di collaborazione e diatriba con la Banda di Maserno (scioltasi ormai da una decina d’anni) e, venendo alla storia più recente, ufficialmente la Banda di Montese si unificò a quella di Castel d’Aiano (Corpo Bandistico “Giuseppe Verdi”, fondato nel 1909) nel 2006, adottando da quel momento in poi la denominazione che tuttora è in vigore.

Vanno inoltre ricordati i proficui scambi musicali con le bande del circondario (in particolar modo Banda Municipale di Fanano, Banda Cittadina di Marano Sul Panaro e Complesso Bandistico Gaggese), nonché l’ormai trentennale gemellaggio con il Complesso Bandistico “Giuseppe Verdi” di Fognano (PT). Infine, è doveroso menzionare l’evento forse più importante a cui la banda ha avuto modo di partecipare: il 1° Raduno Bandistico Alta Val Panaro (31 maggio – 2 giugno 2014), una tre giorni di musica e festa che ha coinvolto la nostra banda, la banda di Fanano e la Società Filarmonica di Villarfocchiardo (Val Susa – TO).

Attualmente il Corpo Bandistico è diretto dal giovanissimo Maestro Luca Tassi e l’organico conta, a pieno regime, una quarantina di elementi, numero così consistente grazie ai legami di amicizia che la banda stessa e singoli musicisti hanno intessuto con suonatori di altre bande (la speranza è di incrementare tale numero con le nuove leve della scuola di musica). Il consiglio direttivo è guidato dalla Presidente Emanuela Boschetti.

La banda come vive questo periodo?

'Si adatta, per forza di cose, ma non è assolutamente una situazione facile. La nostra attività ordinaria è praticamente sospesa (prove, concerti, servizi per le manifestazioni ufficiali, esibizioni nelle feste di paese), anche se alcuni dei nostri docenti della scuola musica, qualora l’allievo abbia una connessione internet decente (cosa non sempre facile nelle nostre zone di montagna) e un supporto informatico, si sono resi disponibili per continuare le lezioni tramite Skype o simili. I risultati per questa didattica a distanza? Li potremo vedere solo alla ripresa ufficiale delle attività, ma la speranza è che il contatto con il docente possa aver mantenuto vivo l’interesse per la disciplina e lo strumento. Per tutto il resto ci si affida alla buona volontà del singolo, che continui ad esercitarsi anche a casa e che non perda l’allenamento. Ma non sempre è facile, soprattutto per gli strumentisti che per dare un senso alla loro parte necessitano per forza degli altri membri del gruppo. Mi spiego meglio: un primo clarinetto, che in genere esegue la melodia (in gergo il canto) in tutti i brani è molto più facilitato e gratificato nel suonare da solo che, ad esempio, un basso o un accompagnamento; alcuni, a cui ho telefonato personalmente, mi hanno detto: “mi trovo male, sembra di parlare da solo”.
Altra nota stonata è la tenuta psicologica: per molti la banda oltre ad un passatempo e un luogo di aggregazione è una seconda famiglia, quindi lo stop forzato pesa. Come pesa il trascorrere dei giorni in fermo e vedere concerti/servizi saltare per cause di forza maggiore. Pesa per l’impegno profuso nella loro organizzazione, pesa a livello economico e pesa perché la situazione attuale, incerta, non permette di programmare a lungo raggio. Inoltre, quando saranno di nuovo permesse le nostre attività, cosà dovrà cambiare? Quali saranno i protocolli di sicurezza da adottare? Cosa ne sarà di alcuni dei nostri suonatori, anziani, o magari impauriti dal virus: avremo ancora la forza per ripartire? Me lo chiedo spesso e l’incertezza della risposta mi tormenta'.

Come vive e cosa ruota attorno a una banda?

'Viviamo di musica, nel fare gruppo. Senza la possibilità di suonare siamo come un corpo senza braccia e gambe. Non siamo un’associazione che crea un grande indotto economico, lo riconosco, ma per le piccole comunità di montagna la banda spesso è l’anima musicale del paese. Togli ad una persona l’anima e resta un guscio vuoto. Nel nostro piccolo animiamo tutte le sagre parrocchiali e le manifestazioni ufficiali nel Comune di Montese e in quello di Castel d’Aiano (quando richiedono la nostra presenza, naturalmente) e ci piace ritrovarci a bere e mangiare in compagnia, a fare festa tra noi e per le persone (quindi, almeno per il ristoratore di turno l’economia la facciamo girare!)'.

Ma d’ora in poi sarà ancora possibile?

'Siamo tutti amatori, suoniamo per divertimento, perché ci piace; amiamo fare gruppo, siamo tutti amici, ci aiutiamo tra bande limitrofe. Proprio per questo, comparirà mai sull’ennesima autocertificazione una voce che permetta anche a noi di spostarci? Verremo considerati alla stessa stregua di altre associazioni? Per quanto dovremo ancora continuare a rimescolare nel baule dei ricordi senza poter scrivere una nuova pagina della nostra storia? Io, sinceramente, più ci penso più non so darmi una risposta definitiva'.

Quanto inciderà il lockdown culturale sull'attività di quest'anno e che prospettive ci sono per la ripresa?

'Come detto per la nostra banda il lockdown ha un peso grandissimo in negativo. Abbiamo dovuto annullare il nostro concerto a Fognano con la promessa di riprogrammarlo, ma quando si potrà farlo? Abbiamo perso già due commemorazioni ufficiali legate alla ricorrenza del 25 aprile, quindi l’interrogativo è: verranno diminuiti anche i contributi comunali? Come affronteranno le varie amministrazioni le voci di spesa per le attività culturali alla luce di necessità più impellenti a livello sanitario e di poveri e nuovi poveri che la batosta economica ha generato? L’altra faccia della medaglia sono le feste e sagre parrocchiali, che per noi costituiscono il maggior numero di servizi. Ce ne saranno? Tradizionalmente dalle nostre parti i priori vanno “alla cerca” di casa in casa per raccogliere le offerte per organizzare la festa, ma come saranno quest’anno le entrate visto che alcuni hanno addirittura perso il lavoro?
Inoltre, a livello regionale, dove prolifera l’hashtag la cultura non si ferma, qualcuno si è reso conto che anche noi siamo una forma associativa che diffonde cultura e che avrebbe bisogno di sostegno economico, oltre che morale? Le nostre possibilità finanziarie e di strumentazione non ci permettono di fare musica in streaming o di investire in studi di registrazione per incidere cd o fare altre cose di questo tipo. Ma anche noi viviamo di musica, spesso eseguita gratuitamente. Non siamo l’Orchestra Sinfonica del Teatro Comunale di Bologna, né un cantante/gruppo musicale che guadagna ogni volta si compra un cd, siamo volontari della musica e sarebbe bello ogni tanto essere considerati, aiutati, sostenuti e che ci venisse permesso di fare parte di qualche progetto più grande.
Una volta il Presidente Bonaccini, di passaggio a Montese, in un discorso ufficiale disse che con i nuovi fondi per lo spettacolo si sarebbero potute creare occasioni lavorative per giovani e non solo anche per le nostre bande. Ecco, oggi più che mai, ripensando a questo discorso vorrei fare un appello: dateci una mano a superare gli scogli burocratici, ma non solo a noi. A tutte le bande che tengono alta una tradizione musicale tipica italiana e che spesso diffondono il folklore tradizionale'. 

Che prospettive ci sono con i cambiamenti della legge sul terzo settore per le bande?

'La trasformazione in APS permette di partecipare ai bandi di finanziamento pubblico, di richiedere contributi alle amministrazioni e in definitiva agevola i rapporti con tutte le pubbliche amministrazioni. Di pari passo, comporta un maggior impegno a livello contabile e fiscale, quindi, in linea di principio, aumenterà i costi di gestione. Il termine per l’adeguamento era stato prorogato ad agosto 2020: è ancora così? La trasformazione prevede una modifica statutaria, che può essere validata solo dalla convocazione dell’assemblea straordinaria, ma se questa non si può riunire, come si fanno a rispettare tutte le scadenze e i termini burocratici.
A nessuno forse è venuto in mente di pensare anche a questo, ma personalmente gradirei informazioni chiare e precise. Forse l’Anbima potrebbe sottoporre un’interrogazione al governo e chiedere un quadro più chiaro in generale per la vita delle bande nel dopo Covid-19.

Che cosa farete non appena si potrà tornare a suonare?

'Personalmente vorrei fare una festa, per festeggiare il ritorno alla normalità e alla socialità. Vorrei poter ripianificare con sicurezza gli eventi da calendario e organizzare festeggiamenti degni di questo nome per il 160° anniversario. Ma restando più attaccati alla realtà attuale penso che già solo il fatto di poterci rivedere di nuovo per le prove ci renderà tutti felici e ci darà una nuova carica.
Intanto, sforzandomi di vedere il bicchiere mezzo pieno, mi rincuora il fatto che il nostro Comune ci ha dato il permesso di sanificare gli ambienti dove normalmente svolgiamo le prove: voglio considerarlo un piccolo passo verso la ripresa'.

Stefano Bonacorsi



Stefano Bonacorsi
Stefano Bonacorsi

Modenese nel senso di montanaro, laureato in giurisprudenza, imprenditore artigiano, corrispondente, blogger e, più raramente, performer. Di fede cristiana, mi piace dire che sono ..   Continua >>


 

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