Un Senso che Leopardi legge attraverso le lenti di una Natura che sparge dolore a larga mano e che ammette false tregue solo nella speranza eternamente disillusa nel futuro o nel fallace sollievo per uno scampato pericolo. Ed è proprio questo pessimismo cosmico che Annese guarda in faccia rifuggendo ad ogni rilettura 'dolce' di Leopardi, più digeribile, addomesticata dalla necessità di un lieto fine a tutti i costi. 'Guardare in faccia l'annientamento nobilita la disperazione' - fa dire l'autore al Poeta che nemmeno nella Social catena vede una vera riscossa, ma solo una presa d'atto collettiva della realtà. Per dirla con il Toni Servillo della Grande Bellezza: 'Siamo tutti sull'orlo della disperazione, non abbiamo altro rimedio che guardarci in faccia, farci compagnia, pigliarci un poco in giro... O no?'
Così, una delle chiavi di lettura di questo coraggioso 'saggio' sta nell'inscalfibile desiderio dell'autore di consegnare il messaggio devastante di Leopardi senza timore agli adolescenti, o meglio a Fabrizia, all'adolescente che egli senza dubbio ama di più, correndo il rischio di spegnere entusiasmi ma, forse, con la convinzione, di regalare loro un pezzo di verità. Una verità che scandalizza e di fronte alla quale cerchiamo appigli giustificatori, di fronte alla quale ricorriamo alla banalità della solitudine, della malattia e della deformità del Poeta per cercare di non fare i conti con un messaggio che toglie il respiro. Per fingere che non ci appartenga e che tutto proceda bene nelle nostre timide certezze.
Ma è una verità con la quale prima o poi, nonostante le maschere, le protezioni, i muri, le auto di lusso, le vacanze o il lavoro, prima o poi tutti si scontrano.
E la figlia come reagisce a questa valanga di realtà, a un apparir del vero che travolge e lascia sgomenti, proprio come si resta davanti all'Infinito che solo si può immaginare?
'Ti sto deprimendo eh?' - chiede Annese alla figlia Fabrizia in apertura di libro, quasi a scusarsi di quanto scriverà.
'No no, anzi - risponde Fabrizia - Questi discorsi dovrebbero mettermi malinconia, invece... Invece mi sento bene, mi sollevano...' E, forse (parola così importante in questo libro), possono sollevare con lei anche tanti suoi coetanei.
Giuseppe Leonelli



