L'Unione europea continua a rimandare: l'ultima possibilità per intervenire efficacemente, quasi a tempo scaduto, è il Consiglio europeo del 20-21 ottobre. Speriamo che la riunione porti a delle soluzioni definitive', sbotta Sassi a margine della presentazione dell'indagine congiunturale che anche per l'Emilia-Romagna prevedono già dalla fine dell'anno la crescita 'zero' del Pil. 'Speriamo che non manchino di prendere provvedimenti, le imprese chiedono interventi urgenti, che non ci sono stati', prosegue Sassi, preoccupata anche per la dinamica al rialzo dei tassi di interesse decisa dalla Bce per cercare di frenare la corsa dell'inflazione. 'Sono i rincari dell'energia a trainare l'inflazione. Non è che aumentando i tassi di interesse si risolve il problema dell'energia, che è un tema esogeno rispetto al sistema delle imprese. La dinamica dei tassi sta cambiando lo scenario, ci troviamo in una situazione non più di tassi bassi. È una delle altre prove che sta coinvolgendo il sistema delle imprese', osserva la leader confindustriale.
'A livello regionale il tavolo sulla crisi energetica è un segnale importante da parte della Regione. Abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere una forte accelerazione sulla realizzazione di impianti per la produzione di energie rinnovabili, usando tutte le fonti per sostenere non solo l'autoproduzione, ma anche la produzione da immettere in rete. È urgente un riordino di tutta la normativa regionale, così da offrire un quadro certo per chi intende investire nella produzione di rinnovabili, come anche sono fondamentali gli strumenti di supporto agli investimenti delle pmi per l'efficienza energetica', conclude.


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