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Bper, ecco i risultati 2019: utile netto in calo

Bper, ecco i risultati 2019: utile netto in calo

Ma il dato non è direttamente confrontabile con il risultato dell'anno precedente (402 milioni contro 379) per il diverso perimetro del gruppo


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Il cda di Bper ha approvato oggi i risultati del gruppo bancario al 31 dicembre 2019. Cala l'utile netto che passa da 402 milioni a 379,6 anche se il dato non è direttamente confrontabile con il risultato dell’anno precedente in considerazione del diverso perimetro del Gruppo e della presenza di alcune componenti straordinarie. Nel secondo semestre si segnalano, in particolare, gli oneri non ricorrenti relativi alla manovra del personale pari a 136 milioni di euro e i costi straordinari relativi alle operazioni strategiche concluse nel 2019 pari a 21,1 milioni. Si aggiungono inoltre i maggiori accantonamenti su crediti, in aumento di oltre 150 milioni rispetto al primo semestre, anche in coerenza con la prevista accelerazione del processo di de-risking (301,3 milioni nel secondo semestre 2019 rispetto a 148 milioni nel primo) e l'impairment su immobili e partecipazioni per un ammontare totale pari a 34,1 milioni.
Tali componenti sono state sostanzialmente bilanciate dalla contabilizzazione negativa generata dall’acquisizione di Unipol Banca quantificata in 343,4 milioni di euro.

Il cda ha comunque proposto un dividendo cash di 14 centesimi di euro per azione contro i 13 centesimi di euro del 2018, ma il costo del credito risulta pari a 86 bps in aumento rispetto ai 47 bps dello scorso esercizio.

'Il 2019 è stato un anno straordinario sotto molti aspetti.

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Abbiamo lavorato contemporaneamente su più fronti e con una molteplicità di obiettivi da raggiungere, in coerenza con le linee strategiche del nuovo Piano industriale presentato ad inizio anno - commenta Alessandro Vandelli, ad di Bper Banca -. Tra le attività del Piano industriale, si segnalano l’avvenuta incorporazione di Bper Services nella capogruppo, la chiusura di 128 filiali sulle 230 previste e la sottoscrizione dell’accordo sindacale volto a favorire l’ottimizzazione del dimensionamento dell’organico e promuovere il ricambio generazionale con nuove assunzioni. Le prospettive per il 2020 sono positive sia in termini di crescita sia di redditività e ulteriori significativi progressi sono attesi con riferimento alla solidità patrimoniale e all’asset quality: in riferimento a quest’ultimo punto, stanno proseguendo secondo i piani le attività relative alla nuova operazione di cartolarizzazione di sofferenze che si prevede di finalizzare indicativamente entro il primo semestre dell’anno che, unitamente alle altre iniziative gestionali sul credito problematico, ci consentiranno di raggiungere, con oltre un anno di anticipo, il target di un NPE ratio lordo sotto la soglia del 9% previsto dal Piano industriale per il 2021'.

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