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Bper, riviste le condizioni per la acquisizione delle filiali Ubi

Bper, riviste le condizioni per la acquisizione delle filiali Ubi

Obiettivo di tale accordo è la revisione del meccanismo di calcolo per la determinazione del corrispettivo per il ramo di azienda


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Dopo la famosa sottoscrizione del 17 febbraio dell'accordo con Intesa Sanpaolo per l’acquisizione di un ramo d’azienda da parte di Bper in relazione all’offerta pubblica di scambio volontaria totalitaria promossa da Intesa Sanpaolo sul capitale sociale di UBI banca, oggi è stato sottoscritto un accordo integrativo riguardante il meccanismo di calcolo del corrispettivo per il trasferimento del ramo d'azienda.

Obiettivo di tale accordo è la revisione del meccanismo di calcolo per la determinazione del corrispettivo per il ramo rendendolo variabile in funzione delle condizioni di mercato presenti alla data di perfezionamento dell’offerta. In pratica Intesa Sanpaolo ha rivisto le condizioni di cessione delle filiali Ubi a Bper. Ricordiamo che l'operazione era supportata da un aumento di capitale in opzione ai propri azionisti stimato fino ad un miliardo.

Ora il corrispettivo per l’acquisto del ramo è ora fissato in misura pari al minore importo tra:

  1. 0,55 volte il valore del Common Equity Tier 1 del Ramo e
  2. l’80% del multiplo implicito riconosciuto da Intesa Sanpaolo per il Common Equity Tier 1 di UBI Banca.                                         

Tutte le altre previsioni e disposizioni contenute nell’accordo rimangono invariate. L’acquisizione del Ramo è subordinata, tra l’altro, al perfezionamento dell’OPS e all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni di vigilanza e antitrust.

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