'L'aumento dei costi è un nervo scoperto. Un trend in crescita, che nel caso del gas assume i risvolti drammatici causati dalla crisi tra Russia e Ucraina'.
Per le aziende, quindi, a livello nazionale 'il costo dell'energia è passato in due anni da otto a 37 miliardi di euro: sono numeri che da soli danno il quadro dell'emergenza che dobbiamo fronteggiare e che certamente le imprese non possono risolvere da sole'.
È l'appello dell'amministratore delegato di Ceramiche Piemme, Sergio Bondavalli (nella foto), dal quartier generale di Maranello, nel distretto della ceramica. Se l'azienda, oggi da 300 dipendenti, rappresenta uno dei marchi storici di un settore che ogni anno esporta l'85% della produzione, raggiungendo i sei miliardi di fatturato, ecco la ricetta anti-crisi del suo ad: 'Sarebbe necessario- continua Bondavalli- un intervento immediato per affrontare l'emergenza della stagione invernale, come peraltro il Governo sta cercando di fare. Subito dopo però bisognerebbe ragionare seriamente su una seria politica di approvvigionamento del gas che contempli possibilmente più soluzioni: una ripartenza delle estrazioni metanifere italiane, l'aumento della portata del Tap, una ripresa dei negoziati con tutti i paesi esportatori di gas, anche liquido, da paesi come Algeria, Libia, Stati Uniti, Qatar. Andrebbe poi rivisto nella sostanza- rimarca Bondavalli- il meccanismo che regola le emissioni di CO2 per mettere il freno alle speculazioni finanziarie. Dobbiamo essere coraggiosi perché non possiamo permetterci altre incertezze'
Energia, SOS dal distretto ceramico
L'appello dell'amministratore delegato di Ceramiche Piemme, Sergio Bondavalli (Ceramiche Piemme): 'Servono interventi immediati'
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